Protesta rider a Milano: letame sotto la sede Glovo per stipendi e contratti

Blitz dei lavoratori in via Pirelli mentre si attende l'evoluzione sul controllo giudiziario della multinazionale del food delivery.

Rider Glovo

Un corteo di una cinquantina di fattorini, partito dalla sede USB di via Padova dopo un’assemblea sulle condizioni lavorative, ha attraversato le strade di Milano in bicicletta e scooter per raggiungere gli uffici di Glovo. Giunti davanti all’edificio di via Pirelli, i lavoratori hanno messo in atto una protesta clamorosa: hanno recapitato ai dirigenti cartoni della pizza riempiti di letame, accompagnando il gesto con il chiaro slogan «Mangiate la m… che fate mangiare a noi». Al centro della mobilitazione rimangono il nodo dei compensi e la richiesta formale di un passaggio da lavoratori autonomi a dipendenti subordinati.

Il contrasto tra le decisioni dei tribunali

La vertenza contrattuale si inserisce in un panorama giudiziario complesso. Se da un lato il Gip di Milano ha respinto la richiesta della Procura di disporre l’assunzione obbligatoria e generalizzata dei rider, confermando comunque il regime di controllo giudiziario sulla società, dal Tribunale di Torino sono giunti segnali di segno opposto. A settembre, la magistratura torinese ha infatti riconosciuto a un rider di Glovo l’esistenza di un reale rapporto di lavoro subordinato, decretando il diritto a percepire la retribuzione anche per i tempi trascorsi in attesa delle comande.

Le accuse di caporalato e il controllo giudiziario

I riflettori giudiziari sul colosso del delivery si erano accesi lo scorso 9 febbraio, con l’applicazione del controllo giudiziario d’urgenza. L’ipotesi di reato contestata riguarda il caporalato e coinvolge le posizioni di circa 2.000 ciclofattorini attivi sull’area milanese e 40.000 distribuiti sul territorio nazionale. Secondo le rilevazioni degli inquirenti, i livelli retributivi riscontrati risultavano inferiori fino al 76,95% rispetto alla soglia di povertà e fino all’81,62% rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali di settore.

Il piano di adeguamento e la posizione dell’azienda

Sulla vicenda si registrano segnali di distensione da parte della Procura di Milano: il pubblico ministero Paolo Storari ha espresso parere favorevole rispetto al percorso di adeguamento intrapreso dal gruppo, passaggio che potrebbe portare nei prossimi mesi alla revoca del commissariamento. Attraverso una nota ufficiale, la multinazionale ha sottolineato di aver collaborato con trasparenza fin dall’inizio della procedura, definendo un piano di interventi e impegni economici per rafforzare gli standard di controllo interno e la sostenibilità del modello operativo sul mercato italiano.