Un giro di vite deciso per tutelare i consumatori e garantire una leale concorrenza nel settore del carburante. Nei giorni scorsi, le fiamme gialle del Comando Provinciale di Varese hanno eseguito un piano straordinario di verifiche a tappeto sul territorio. Le ispezioni hanno passato al setaccio 12 stazioni di rifornimento dislocate in diversi centri chiave della provincia: da Varese a Busto Arsizio, passando per Gallarate, Barasso, Ternate e Vergiate. Il bilancio emerso al termine degli accertamenti descrive un quadro critico: esattamente il 50% degli impianti controllati (sei su dodici) presentava irregolarità amministrative e fiscali più o meno gravi.
Prezzi truccati e tariffe nascoste ai clienti
Le infrazioni riscontrate dai finanzieri dei Gruppi di Varese e Busto Arsizio, unitamente alla Compagnia di Gallarate, hanno riguardato prima di tutto la trasparenza verso gli automobilisti. In diversi casi, i gestori non esponevano del tutto i prezzi praticati; in altri, applicavano al momento del saldo cifre maggiorate rispetto a quelle sbandierate sui cartelloni stradali. A ciò si aggiungono la mancata comunicazione periodica delle tariffe al Ministero del Made in Italy (MIMIT), il mancato invio telematico dei corrispettivi e la tenuta scorretta dei registri di carico e scarico dei prodotti petroliferi.
Ombre sul mercato nero: le anomalie sul gasolio
Ancora più delicate le scoperte effettuate all’interno di due specifici distributori. Qui gli ispettori hanno rilevato discrepanze quantitative nelle cisterne di gasolio — ossia ammanchi ed eccedenze — che superavano abbondantemente le soglie di tolleranza consentite dalla normativa di settore. Tale squilibrio fa fortemente ipotizzare l’esistenza di un circuito parallelo di compravendita “in nero” di carburante, orchestrato per eludere il fisco. In totale, l’operazione ha permesso di contestare oltre 16.000 euro di sanzioni amministrative, a cui si sommano più di 3.500 euro di ricavi occultati, 2.200 euro di IVA evasa e oltre 1.200 euro di accise non versate.
Accise e controlli metrici: come funziona la tutela della pompa
Il settore della distribuzione di carburanti è strettamente monitorato proprio a causa dell’impatto fiscale delle accise — imposte di fabbricazione fisse applicate su ogni singolo litro erogato, sulle quali viene calcolata successivamente anche l’IVA. Per evitare frodi sia sul piano fiscale che su quello quantitativo, le forze dell’ordine si avvalgono spesso del supporto del controllore metrico. Questo tecnico specializzato, operante in genere per conto delle Camere di Commercio, ha il compito fondamentale di verificare che gli strumenti di misurazione dei contatori siano tarati alla perfezione e che la quantità indicata sul display della pompa corrisponda al millilitro all’effettivo carburante versato nel serbatoio.
