Curiosità della Pasqua in Spagna

Curiosità della Pasqua in Spagna

La Spagna è un Paese con una grande varietà e ricchezza di tradizioni legate alla Pasqua. Le processioni e rappresentazioni religiose in cui il fervore religioso si mescola a musica, arte, colore, emozioni e sentimenti sono conosciute a livello internazionale. Ciò però non avviene per alcune manifestazioni religiose.

Ad esempio, non è molto noto che durante la Settimana Santa, il Governo spagnolo concede la grazia a diversi detenuti in base alla “Legge del 18 giugno 1870 che stabilisce le norme per l’esercizio della grazia”, che fu modificata l’ultima volta nel 2015. Un altro aspetto poco conosciuto è che il capirote, cioè il cono appuntito utilizzato dai Nazareni per coprire la testa nelle processioni, non ha nulla a che vedere con il Ku Klux Klan, ma ha le sue origini nell’Inquisizione. I condannati dal tribunale dell’Inquisizione dovevano indossarlo. Successivamente, nel XVII secolo, le confraternite di Siviglia lo adottarono come simbolo di penitenza.

Le processioni

Trono della Speranza

Nel XV secolo iniziarono ad uscire in processione per le strade le prime immagini di Gesù Cristo crocifisso e della Vergine Addolorata. Le scenografie che furono riprodotte nei secoli successivi erano più teatrali poiché il loro obiettivo era portare la liturgia al popolo perché le messe erano in latino e non erano comprese da tutti. Nacquero così le sculture processionali, la cui creazione artistica, con la Controriforma (XVI e XVII secolo), divenne un’arte.

Oggigiorno le immagini di Cristo, della Vergine e delle altre rappresentazioni sacre vengono solitamente portate in processione su pasos o troni – strutture tipicamente di legno o di argento con candele e fiori – che di solito superano la tonnellata. Queste strutture con in cima immagini religiose vengono portate a spalla dai costaleros. Ad esempio, il Trono della Speranza pesa 5.700 kg e viene portato il Giovedì di Pasqua per le strade di Málaga a spalla da 257 costaleros.

Los Picaos di San Vicente de la Sonsierra

Picaos

Le origini di questa penitenza mediante flagellazione risalgono al XVI secolo. I penitenti si flagellano con una palla di cera vergine con 6 cristalli incastonati a due a due, in modo che ogni penitente riceverà 12 punture per ogni colpo. Chiunque voglia fare penitenza deve possedere una serie di requisiti: essere maggiorenne, maschio e avere un certificato del proprio parroco, che ne attesti il ​​senso cristiano e la buona fede.

Una volta vestito l’abito, parteciperà alla processione o all’Ora Santa, si inginocchierà davanti all’immagine alla quale ha fatto l’offerta e dirà una preghiera. Quando si alzerà, il suo accompagnatore gli toglierà il mantello dalle spalle e aprirà l’apertura sulla schiena. Il penitente terrà la matassa per il manico con entrambe le mani e, facendola oscillare tra le gambe, si colpirà alternativamente la schiena sopra la spalla, a destra e a sinistra, per circa 20 minuti, dandosi tra gli 800 e i 1.000 colpi, finché l’accompagnatore e l’infermiera non decideranno quando è il momento di pungerlo.

Altre curiosità della Pasqua in Spagna

Empalaos

Nella notte del Giovedì Santo, a La Vera (Cáceres) uomini anonimi e misteriosi chiamati empalaos creano uno dei momenti più impressionanti della Pasqua spagnola. Si tratta di un atto personale di penitenza basato sulla ricostruzione di una Via Crucis a piedi nudi per le strade della cittadina. Questi uomini indossano una tunica bianca dalla vita alle caviglie, mentre il busto e le braccia sono circondati da una corda. Successivamente, un albero di legno è posto in posizione orizzontale come una croce sulle loro spalle, riproducendo il Calvario di Cristo.

Invece in modo più allegro, in nove paesi di Teruel si suonano i tamburi ininterrottamente dalle 12:00 del Venerdì Santo fino alle 14:00 del Sabato Santo. Sempre il Venerdì Santo ma a Zamora i confratelli si presentano vestiti con le loro tuniche di lino bianco, che serviranno come sudario il giorno della loro sepoltura. Invece a Valencia, il Sabato di Gloria alle 24, si rompe con il vecchio e si abbraccia il nuovo rompendo i piatti dai balconi.

Rispetto all’Italia è curioso che in Spagna la festa nazionale sia il Venerdì Santo anziché il Lunedì. E nella nazione iberica le uova di Pasqua non esistono! Sì, c’è l’uovo o una figura di cioccolato che viene regalato la domenica di Pasqua. Ma questa tradizione è diffusa solo in Catalogna. Inoltre l’uovo non contiene alcuna sorpresa e il ragazzo o la ragazza in questione riceveranno al massimo due uova: dai loro padrini. Un vero peccato…