L’enclave spagnola di Ceuta, situata sulla costa nordafricana al confine con il Marocco, è stata teatro di un’ondata migratoria di proporzioni straordinarie. Decine di migliaia di persone, in maggioranza giovani uomini di nazionalità marocchina, hanno tentato di superare i varchi di frontiera o di spingersi a nuoto attorno ai frangiflutti di Tarajal e Benzú per fare ingresso in territorio europeo.
La combinazione tra difficoltà economiche e il tam-tam sui social media riguardo a presunti margini di regolarizzazione ha spinto una moltitudine di migranti a rischiare la vita. L’imponente afflusso ha rapidamente travolto i centri di accoglienza locali, spingendo il governo cittadino a sollecitare lo stato di emergenza di fronte a una situazione umanitaria ormai critica.
La risposta delle forze dell’ordine spagnole e marocchine
Le autorità spagnole hanno reagito schierando un imponente dispositivo di sicurezza. Il ministero dell’Interno di Madrid ha inviato rinforzi della Polizia Nazionale, della Guardia Civil e dell’esercito per presidiare i punti caldi e installare nuove barriere marittime di contenimento. Mentre la Croce Rossa e i soccorsi marittimi fornivano le prime cure ai migranti stremati dall’acqua, le forze dell’ordine hanno ripristinato i controlli ai valichi. Contestualmente, la polizia marocchina è intervenuta sul proprio lato di confine, impiegando idranti per bloccare la folla nei pressi di Fnideq.
Avvalendosi delle procedure accelerate di rimpatrio previste dagli accordi bilaterali e dalle norme comunitarie, la Spagna ha rapidamente riaccompagnato in Marocco la gran parte delle persone entrate irregolarmente, mentre rimangono complesse le gestioni dei minorenni non accompagnati e l’esame delle richieste d’asilo.
Il sentiment dell’Unione Europea tra allarme e divisioni
Gli eventi di Ceuta hanno suscitato immediato allarme a Bruxelles e nelle principali capitali europee, riaccendendo il dibattito sulla tenuta delle frontiere esterne. Il sentiment prevalente all’interno dell’Unione Europea oscilla tra l’esigenza di mostrare solidarietà a Madrid e la forte preoccupazione per la sicurezza collettiva. L’episodio ha provocato immediate ripercussioni interne: diversi Stati membri, tra cui l’Italia, hanno reagito reintroducendo controlli temporanei alle frontiere ed evocando rischi per l’area Schengen.
Se da un lato le istituzioni dell’UE sostengono il diritto della Spagna di difendere la propria integrità territoriale, dall’altro la crisi ha rinfocolato le pressioni per accelerare l’attuazione del Patto sulla migrazione e per stringere intese sempre più rigide con i Paesi di transito
