Alan Jones, addio alla leggenda della F1: commosso tributo della Williams

Campione del mondo davanti a Nelson Piquet e Carlos Reutemann, nel 1980. Una breve malattia lo porta via pochi giorni prima del suo ottantesimo compleanno.

Alan Jones F1 William

Alan Stanley Jones ci ha lasciati a seguito di una breve malattia, spegnendosi a pochissimi giorni di distanza dalle celebrazioni per il suo ottantesimo compleanno. Una tempesta beffarda quanto toccante, che lo ha visto spegnere le ottanta candeline e godersi persino il trionfo iridato di Kimi Antonelli in Città del Messico, prima di compiere il suo ultimo viaggio.

Nato a Melbourne, Jones resterà per sempre scolpito nella storia del motorsport non solo per essere stato il primo pilota a regalare alla Williams il titolo mondiale piloti, ma anche per aver firmato l’impresa leggendaria di portare l’insolita monoposto della Shadow alla sua prima, storica vittoria in un Gran Premio.

Dalle serie minori al grande salto nel Circus

Caratterizzato da uno stile di guida aggressivo, ruvido e intransigente, figlio di un’epoca in cui la Formula 1 era una prova di coraggio quotidiana, Alan mosse i primi passi sui kart vincendo il campionato australiano nel 1963. Il grande coraggio lo spinse a trasferirsi in Europa nel 1967 per inseguire il sogno della massima serie.

Dopo gavette dure e competitivi piazzamenti nelle categorie propedeutiche, l’esordio nel Circus arrivò a ventinove anni con la Hesketh Racing. Le tappe successive lo videro passare per la Embassy Hill e la Surtees, fino alla svolta del 1977 al volante della Shadow, con cui conquistò il suo primo GP in Austria. La vera consacrazione prese forma nel 1978, anno della chiamata di Sir Frank Williams.

La storica corona iridata del 1980 e il carattere d’acciaio

Il capolavoro sportivo si concretizzò nel 1980: al volante della formidabile monoposto di Grove, Jones dominò la stagione conquistando cinque vittorie e laureandosi campione del mondo davanti a Nelson Piquet e Carlos Reutemann. Anche l’anno successivo lottò con le unghie e con i denti per il bis, sfumato per un pugno di punti.

Pilota senza peli sulla lingua e guidato fin da ragazzino dall’ambizione trasmessagli dal padre Stan, Alan decise di ritirarsi una prima volta nel 1982, per poi concedersi sporadici ritorni, tra cui l’ultima apparizione con la Lola Haas nel 1986. Chiusa la parentesi con le monoposto, visse esperienze nell’endurance e trovò una seconda giovinezza dietro al microfono, diventando per anni una voce autorevole e amata del commento tecnico televisivo in Australia.

Il commosso addio del team Williams

La notizia della sua scomparsa ha scosso profondamente l’intero paddock e, in particolare, la sua storica scuderia. Attraverso i canali ufficiali, la Williams ha voluto dedicare parole di profondo cordoglio al campione australiano:

“Siamo profondamente addolorati per la scomparsa di Alan Jones. Una vera leggenda della Williams, Alan ha formato un legame straordinario con Frank Williams e Patrick Head e ha fatto la storia vincendo il nostro primo campionato del mondo piloti nel 1980. Ha stabilito lo standard per i campioni della Williams: un pilota veloce e senza compromessi con una mentalità da combattente che amava il Motorsport e ha dedicato la sua vita a esso. Ci mancherà molto, inviamo il nostro amore e i nostri pensieri alla sua famiglia e ai suoi amici”.

Alla moglie Amanda e ai figli Zara, Jack, Camilla, Christian ed Emma vanno le condoglianze di tutto il mondo dei motori.