Una banale visita per dolori allo stomaco si è trasformata in un dramma inaudito. Una bambina di appena dieci anni è stata accompagnata in ospedale nella provincia di Santiago del Estero, in Argentina, dove i sanitari hanno fatto una scoperta agghiacciante: la piccola era incinta di circa sei mesi.
Il fatto è avvenuto nella zona rurale di El Bracho, nei pressi della località di Colonia Dora. Secondo quanto ricostruito attraverso i media locali, dietro a questa gravidanza precoce e devastante si celerebbero le violenze sistematiche subite all’interno delle mura domestiche.
L’arresto del patrigno e l’avvio delle indagini
A seguito della segnalazione partita dai medici, le autorità giudiziarie si sono immediatamente attivate per fare luce sulla vicenda. Il procuratore Guillermo Farías ha disposto l’immediato arresto del patrigno della vittima, un uomo di 33 anni identificato dalla stampa argentina come Julio Vivas, rintracciato e fermato direttamente nella sua abitazione.
Nel corso dell’operazione, gli investigatori hanno provveduto anche al sequestro del telefono cellulare dell’indagato per analizzarne i contenuti. Nei confronti dell’uomo è stata formulata un’ipotesi di reato gravissima, legata ad abusi sessuali aggravati. Gli sviluppi procedurali e le contestazioni ufficiali saranno definiti dai prossimi passi della magistratura locale.
Il grido d’allarme inascoltato della nonna
Tra le testimonianze raccolte dai giornali argentini, come Noticiero 7 e Diario Panorama, spicca quella della nonna materna della bambina, Norma Gómez. La donna ha rivelato di aver più volte messo in guardia la figlia sul conto di quel compagno. Lo aveva conosciuto originariamente tramite telefono, iniziando con lui una relazione. La nonna una volta conosciuto l’uomo ha sempre detto di non essersi mai fidata di lui e di averle raccomandato di non lasciare mai la nipotina sola con l’uomo.
La nonna ha inoltre rievocato un doloroso passato personale, confidando di essere stata a sua volta vittima di abusi all’età di otto anni. Un contesto familiare complesso e fragile: secondo le testate locali, nella stessa abitazione vivrebbero altri tre bambini di 8, 6 e 4 anni, sebbene al momento non siano stati resi noti provvedimenti ufficiali specifici per la loro tutela.
Lo shock a scuola: “Nessun segnale evidente”
La notizia ha profondamente scosso anche la comunità scolastica, a partire dall’insegnante della bambina, Lucrecia Tévez. La maestra ha descritto l’alunna come una ragazzina tranquilla, dedita ai compiti e del tutto estranea a comportamenti che potessero far presagire il calvario che stava vivendo.
“Non aveva mai manifestato problemi o dolori, né ci aveva mai parlato del patrigno”, ha raccontato l’insegnante, evidenziando come la piccola non avesse lasciato trasparire alcun segnale d’allarme nel corso delle sue giornate a scuola.
Gli interrogativi sul contesto familiare
Le indagini dei media e degli inquirenti continuano a scandagliare la situazione attorno al nucleo familiare. Stando a quanto riportato dal quotidiano El Liberal, la madre della bambina — una giovane di 25 anni — sarebbe a sua volta incinta di circa due mesi. Un dettaglio di cronaca che, tuttavia, non ha ancora ricevuto conferme ufficiali all’interno degli atti giudiziari finora consultati.
