Le operazioni di soccorso a Messina hanno portato al primo tragico riscontro: i Vigili del Fuoco hanno localizzato il corpo di Carmelo Leone, noto imprenditore locale, rimasto bloccato al di sotto di una delle solette della palazzina collassata. La priorità dei soccorritori resta ora quella di estrarre la salma per poi concentrare ogni sforzo sulla localizzazione degli altri cinque individui attualmente introvabili.
Tra le persone che mancano all’appello figurano i familiari di Leone. Si tratta delle sorelle Rosa e Sara insieme al cognato Santino Magazzù e a un loro collaboratore domestico di origine cingalese, Lhairu Warnakulasuriya. Risulta introvabile anche Alessandra Frazzica, una giovane commessa messinese in servizio presso l’esercizio commerciale cinese situato al piano terra dello stabile.
Una corsa contro il tempo e la trappola del fuoco sottomarino
Il lavoro delle Unità Speciali USAR e dei nuclei cinofili sta proseguendo senza sosta, dal pomeriggio del 30 luglio, nel tentativo disperato di intercettare segnali di vita entro le prime 36 ore dal cedimento. Finestra temporale ritenuta cruciale per la sopravvivenza. I soccorritori si stanno muovendo mappando la struttura in base ai punti chiave segnalati dai testimoni e dalle indicazioni dei lavoratori rimasti feriti, i quali hanno escluso la presenza di altre persone oltre ai cinque già individuati.
A rendere l’intervento estremamente delicato è la presenza di una combustione latente nascosta sotto la montagnola di detriti. L’accumulo sotterraneo di calore e gas infiammabili comporta un rischio costante. L’ingresso improvviso di ossigeno causato dalle operazioni di scavo potrebbe generare una fiammata improvvisa o un’esplosione, mettendo a repentaglio l’incolumità delle squadre di soccorso.
Il presidio sanitario e le ipotesi sulle cause
Ai margini della zona d’impatto resta operativo in stato di massimo allarme il Posto Medico Avanzato, coordinato dalla dottoressa Vittoria Saraceno, pronto ad assistere tempestivamente gli eventuali superstiti. Il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Michele Burgio, ha confermato che l’obiettivo primario resta la ricerca di persone ancora in vita, pur mantenendo estrema cautela sull’origine dell’evento.
Al momento non si escludono due piste principali. Uno il cedimento di natura strutturale oppure un’esplosione interna, un fenomeno i cui boati possono facilmente confondersi con quelli del crollo stesso.
L’intervento della Magistratura
Sulla vicenda è stata ufficialmente aperta un’inchiesta coordinata dal Procuratore di Messina, Antonio D’Amato, affiancato dal sostituto Anita Siliotti e dal Comandante provinciale dei Carabinieri, Lucio Arcidiacono. Il fascicolo d’indagine, aperto per l’ipotesi di disastro colposo, servirà a chiarire la dinamica esatta della tragedia e ad accertare eventuali responsabilità.
