San Cataldo, ritrovate le due sorelline: la famiglia va in comunità

Erano rimaste chiuse per quasi un giorno in un negozio di abbigliamento. Gli inquirenti scavano sui punti oscuri della vicenda, mentre per i sei fratelli scatta il trasferimento al sicuro.

sorelle San Cataldo

Un’assenza durata ben ventuno ore, vissuta con il fiato sospeso da un’intera comunità. Si è conclusa così, nel pomeriggio di sabato 19 settembre, la drammatica vicenda delle due bambine di 8 e 12 anni scomparse la sera prima nel centro di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta.

Le due sorelline, viste per l’ultima volta intorno alle 20 di venerdì lungo corso Vittorio Emanuele, sono state rintracciate all’interno di un negozio di abbigliamento gestito da cittadini cinesi. A trovarle sono stati due volontari della Protezione Civile che stavano setacciando la zona. Nonostante la comprensibile stanchezza e una comprensibile ritrosia a parlare, le piccole sono apparse serene e in buone condizioni di salute. Per precauzione sono state subito accompagnate in ambulanza all’ospedale Sant’Elia per i controlli di rito, da cui sono state poi dimesse senza complicazioni.

La svolta per la tutela dei sei minori

Nonostante il felice epilogo sul piano della salute, la vicenda ha spalancato le porte a una delicata misura di tutela sociale. Su disposizione della magistratura, le due bambine e i loro quattro fratellini sono stati trasferiti in una struttura protetta.

I sei minori vivevano insieme al padre, Alessandro Costanza, separato dalla moglie. L’uomo ha raccontato di avere in affidamento i figli, ma l’episodio ha spinto le autorità ad approfondire le condizioni e il contesto in cui crescevano i bambini. Tra i dettagli al vaglio degli inquirenti figurano anche precedenti accertamenti del 2023. C’erano state delle segnalazioni legate a presunti maltrattamenti, che già in passato avevano portato a un provvisorio allontanamento dei minori dalla casa familiare.

“Una marachella”, i dubbi e il giallo della notte chiuse dentro

Restano ancora da chiarire i contorni esatti di come le due bambine siano rimaste intrappolate o nascoste nel locale per un’intera notte. Il padre sostiene si sia trattato di una banale distrazione o di un gioco finito male: “Ipotizzavo fossero già rientrate, invece la ragazza ha abbassato la saracinesca”, ha dichiarato l’uomo, riferendo di aver trascorso la notte a cercarle da solo in giro per il paese prima di sporgere denuncia la mattina successiva ai Carabinieri.

Un ruolo centrale nella vicenda è coperto anche dalla titolare dell’attività commerciale, con la quale l’uomo dichiara di avere un legame affettivo. La donna, ascoltata più volte dagli investigatori, avrebbe inviato al padre un messaggio vocale nel pomeriggio di sabato per avvisarlo che le bambine si trovavano dentro il locale. Le piccole avrebbero poi confermato di aver passato la notte nel negozio.

Indagini e rilievi nel locale sequestrato

Per fare piena luce su eventuali responsabilità, il Procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, ha disposto il sequestro giudiziario del punto vendita. La Sezione Scientifica dei Carabinieri condurrà accertamenti tecnici ed esami per capire se le bambine si fossero effettivamente nascoste al momento della chiusura o se vi siano altre ricostruzioni possibili.

Gli investigatori stanno incrociando gli orari e le deposizioni raccolte per verificare se i minori si trovassero con il padre al momento dell’ingresso nel locale e per chiarire le motivazioni del ritardo nella segnalazione della scomparsa. Come sottolineato dalla Procura, gli approfondimenti restano indispensabili per fare chiarezza su una vicenda che presenta ancora troppi lati d’ombra.