L’attività vulcanica dell’Etna torna a farsi sentire con violenza, provocando il blocco completo o a singhiozzo delle operazioni di volo presso l’aeroporto “Vincenzo Bellini” di Catania-Fontanarossa. Le copiose emissioni di cenere vulcanica e le fontane di lava prodotte dai crateri sommitali hanno costretto le autorità aeronautiche a chiudere a più riprese lo spazio aereo per ragioni di sicurezza, lasciando a terra decine di migliaia di passeggeri e causando il dirottamento o la cancellazione di centinaia di voli nel pieno della stagione turistica.
Passeggeri a terra e la piaga delle speculazioni sui trasporti
La chiusura dell’hub etneo ha scatenato una vera e propria odissea logistica. Con i voli cancellati o dirottati sugli scali di Palermo, Trapani e Comiso, la domanda di collegamenti interni nell’isola è letteralmente schizzata alle stelle.
Mentre i bus di linea e i treni regionali sono stati presi d’assalto andandosi rapidamente a esaurire, si sta assistendo a un fenomeno parallelo molto grave: prezzi dei trasporti alternativi totalmente fuori controllo. Molti passeggeri rimasti bloccati a Catania hanno denunciato tariffe d’emergenza astronomiche da parte di alcuni servizi privati, taxi e Noleggio con conducente (Ncc).
Per coprire la tratta da Catania all’aeroporto di Palermo, la tariffa standard è solitamente elevata ma definita, ma in queste ore si registrano picchi e richieste da 500 fino a 700-800 euro a persona per un posto su navette e transfer improvvisati. Numerosi viaggiatori raccontano di non aver ricevuto alcuna navetta sostitutiva dalle compagnie e di essere stati lasciati a organizzare gli spostamenti a proprie spese a cifre esorbitanti.
Le associazioni dei consumatori e gli operatori del settore turismo parlano apertamente di “speculazione e sciacallaggio” sulla pelle di turisti e residenti, chiedendo l’intervento immediato delle autorità per fissare un tetto ai costi.
Diversi turisti esasperati all’interno dei terminal hanno dichiarato:”Hanno cancellato il volo all’ultimo e l’unica soluzione per raggiungere un altro scalo era pagare cifre assurde per un transfer privato. È inaccettabile che si approfitti di un’emergenza naturale per estorcere denaro ai passeggeri” .
Quando riaprirà l’aeroporto di Catania?
La Sac, società che gestisce lo scalo di Fontanarossa, valuta la situazione ora per ora in stretto contatto con l’Enac e l’Enav.
La riapertura completa della pista e del relativo settore aereo viene posticipata e riprogrammata in base al continuo variare della situazione. Attualmente la priorità è la messa in sicurezza e la bonifica della pista ricoperta dalla cenere minerale. Le autorità prevedono una riapertura progressiva e per slot di traffico, ma ogni decisione resta subordinata all’arresto delle ricadute di ceneri. Si raccomanda a tutti i passeggeri di non recarsi in aeroporto senza aver prima verificato lo stato aggiornato del proprio volo direttamente sui canali ufficiali della propria compagnia aerea.
Il punto dell’INGV: “Durata dell’eruzione imprevedibile”
A fare il punto scientifico è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) – Osservatorio Etneo di Catania, che monitora costantemente i parametri del vulcano. L’Istituto ha ribadito che la durata di questa fase eruttiva è scientificamente imprevedibile. L’attività stromboliana, l’emissione di colate laviche (che si riversano prevalentemente nella Valle del Bove) e l’apertura di nuove bocche eruttive proseguono senza segnali chiari di una regressione imminente. Il valore medio del tremore vulcanico si mantiene su livelli elevati, accompagnato da continue oscillazioni che indicano una spinta costante dei fluidi magmatici nei condotti interni.
La criticità per i voli risiede principalmente nella dispersione in quota della nube vulcanica. L’Ingv sottolinea che la direzione della cenere dipende esclusivamente dalle correnti atmosferiche: basta un cambio di direzione del vento per liberare o, al contrario, invadere di cenere i corridoi di volo di Catania.
Finché il quadro eruttivo tracciato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulanologia rimarrà instabile e caratterizzato da forti emissioni, il trasporto aereo in Sicilia continuerà a “navigare a vista”.
