Etna, nuova eruzione e allerta rossa: voli limitati a Catania

Dopo una brevissima tregua, il vulcano torna a farsi sentire con un'intensa attività esplosiva: scatta il livello rosso e scendono a 5 gli arrivi orari a Fontanarossa.

Una nuova fase di intensa attività eruttiva dell’Etna ha imposto restrizioni al traffico aereo dello scalo di Catania-Fontanarossa. La società di gestione aeroportuale (Sac) ha disposto la chiusura degli spazi aerei B1 e B2, fissando un tetto massimo di 5 arrivi ogni ora. Nessuna restrizione è stata prevista per i voli in partenza, ma la SAC raccomanda a tutti i passeggeri di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto.

Allerta rossa e nuovi disagi all’Aeroporto di Catania

Torna la massima allerta sui cieli della Sicilia orientale. A poco più di 48 ore dalla riapertura a pieno regime dello scalo di Catania-Fontanarossa, che aveva da poco superato ben nove giorni di stop e centinaia di voli cancellati, l’Etna ha ripreso la sua intensa attività eruttiva.

La nuova impennata dei fenomeni ha spinto l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – Osservatorio Etneo ad aggiornare l’avviso VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation), alzando nuovamente il livello di attenzione per il traffico aereo dal codice arancione a quello rosso.

Le limitazioni ai voli: le indicazioni della Sac

A causa della massiccia presenza di cenere vulcanica in atmosfera, la SAC (società di gestione dell’aeroporto etneo) ha dovuto disporre immediatamente la chiusura degli spazi aerei corrispondenti ai settori B1 e B2. Di conseguenza, per garantire la massima sicurezza, gli atterraggi sono stati contingentati: fino alle 14:00 di oggi, 17 agosto, è consentito un limite massimo di soli 5 aerei in arrivo ogni ora.

Nessuna restrizione tecnica è stata invece applicata ai voli in partenza, che proseguono secondo la normale programmazione, pur con possibili fisiologici ritardi. La SAC rinnova il forte appello a tutti i passeggeri: prima di mettersi in viaggio verso l’aeroporto, è assolutamente necessario verificare lo stato del proprio volo contattando i canali ufficiali della propria compagnia aerea (siti web, app o call center).

La dinamica dell’eruzione: cenere verso Sud-Est

L’analisi dell’INGV ha tracciato con precisione le tempistiche di questo nuovo parossismo, concentrato sui crateri sommitali del vulcano. Nella serata di ieri, l’attività stromboliana al cratere Voragine è bruscamente ripresa intorno alle 18:22, seguita a ruota, verso le 18:45, da una netta intensificazione dell’emissione di cenere dal vicino cratere di Nord-Est.

I modelli previsionali e le telecamere di sorveglianza (sia visibili che termiche) mostrano una densa nube di materiale vulcanico in costante spostamento verso Sud-Est. Questa direttrice sta causando una sensibile ricaduta di cenere sui comuni della fascia ionica e, soprattutto, proprio lungo i corridoi di avvicinamento dello scalo aeroportuale catanese.

Colate laviche e tremore vulcanico in aumento

Non si ferma nemmeno lo spettacolo dei flussi lavici: l’attività effusiva prosegue alimentata dalle bocche situate a 2.750 e 1.990 metri di quota. Il fronte di lava più avanzato è ormai disceso fino ai 1.395 metri sul livello del mare, andando ad attestarsi nell’area compresa tra Rocca delle Palombe e Rocca Musarra, lontano dai centri abitati ma sotto costante monitoraggio.

Anche il fronte sismico conferma l’energia del fenomeno: i tecnici segnalano una repentina impennata del tremore vulcanico. Dopo le oscillazioni di ieri sera, l’ampiezza del segnale si è stabilizzata su valori molto alti. Le sorgenti di questo tremore risultano profondamente radicate, localizzate a una quota compresa tra i 2.800 e i 3.000 metri, esattamente sotto l’area che divide la Voragine dal cratere di Nord-Est.