Tetto ai prezzi del carburante: scatta la corsa al pieno tra file e polemiche

Un calmieramento temporaneo per contenere i rincari

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È scattata oggi in tutta Italia la misura di contenimento dei prezzi del carburante promossa dai principali operatori della rete nazionale. L’iniziativa, valida per il servizio self-service nelle stazioni Eni ed Enilive, stabilisce una soglia massima pari a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio. Il provvedimento, strutturato per affiancare il taglio delle accise già in vigore, avrà una durata iniziale di un mese, con la possibilità di essere prorogato fino alla fine dell’anno.

A stretto giro è arrivata anche l’adesione di IP (Italiana Petroli), controllata dal gruppo azerbaigiano Socar, che ha iniziato ad applicare listini calmierati nella propria rete.

Assalto alle stazioni di servizio: da Napoli a Milano

L’entrata in vigore del tetto massimo ha generato fin dalle prime ore della mattina una forte affluenza di automobilisti presso gli impianti aderenti:

  • Napoli: Corsa al pieno nei punti vendita del centro. Presso l’impianto di via Cristoforo Colombo sono stati erogati oltre 2.000 litri in meno di quattro ore, costringendo il gestore ad apporre il cartello “esaurito” in attesa dei nuovi approvvigionamenti.

  • Bologna e Roma: Code e rallentamenti segnalati presso i distributori cittadini, in particolare lungo arterie principali come via Prati Fiscali nella Capitale.

  • Torino e Milano: Afflusso sostenuto ma ordinato. Nel capoluogo lombardo si registrano tra le tariffe più basse della rete, con la benzina erogata in modalità self a 1,839 euro al litro nella zona della Barona.

Le proteste del settore: rischio concorrenza sleale

Nonostante il riscontro positivo tra gli automobilisti, l’iniziativa ha sollevato forti critiche da parte delle associazioni di categoria della distribuzione carburanti. Assopetroli-Assoenergia ha espresso forte preoccupazione per le ripercussioni sul mercato, evidenziando come una misura limitata ai soli grandi marchi rischi di creare un grave squilibrio competitivo a danno degli impianti indipendenti, costretti ad acquistare la materia prima all’ingrosso a prezzi di mercato senza poter applicare sconti analoghi.

Critiche giungono anche sul fronte dei consumatori. Federconsumatori sostiene che la misura rappresenti un sollievo parziale rispetto ai forti rialzi registrati nei mesi precedenti, stimando che dall’inizio delle recenti tensioni geopolitiche i listini abbiano subito un sovrapprezzo medio di circa 20 centesimi al litro sia per la benzina sia per il diesel.