“Gino Severini. Modernità come dialogo”. Cortona ricorda il suo cittadino

Lo scorso 5 luglio aperta la mostra per ricordare l’artista a 60 anni dalla morte. Visitabile fino al 1° novembre.

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Gino Severini La danse du Pan-Pan à Monico 1911 (1959-1960) olio su tela 280 x 400 cm. Parigi, Centre Pompidou, National Museum of Modern Art / Centre of Industrial Creation Crediti fotografici: 2026@RMN-Grand Palais / Hélène Mauri / Dist. Photo SCALA, Firenze

Cortona ha dedicato in questi giorni una mostra ad uno dei suoi concittadini più illustri, Gino Severini. La città natale dell’artista lo ricorda con la mostra “Gino Severini. Modernità come dialogo” allestita presso il MAEC di Palazzo Casali visitabile fino al 1° novembre. Esposte 80 opere con capolavori e rarità di Severini abbinate a lavori di artisti che influenzarono la sua arte.

 

“Gino Severini. Modernità come dialogo”.

Gino Severini è uno dei pittori più importanti del ‘900 italiano. La sua città natale, Cortona, dove visse la sua fanciullezza e la sua adolescenza, ha dedicato al suo illustre concittadino una importante mostra. “Gino Severini. Modernità come dialogo” e si sviluppa nelle sale del MAEC di Palazzo Casali dove sarà visitabile fino al prossimo 1° novembre.

Allestita con particolare cura da Daniela Fonti e Margherita d’Ayala Valva riesce a coinvolgere il visitatore avvicinandolo all’evoluzione dell’arte del pittore, significativa per la prima metà del ‘900.

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Gino Severini
Autoritratto
1907-1908
pastello su cartoncino
28 x 33 cm
Tortona, Pinacoteca Divisionismo Tortona
Crediti fotografici: Carlo Baroni, Rovereto

Severini nacque nel 1883 e visse intensamente nel mondo dell’arte del ‘900 fino alla sua morte a Parigi nel 1966. La sua attività ha attraversato quindi più della metà dello scorso secolo entrando in contatto con le diverse poetiche che hanno animato quel periodo. Per focalizzare questi temi, sono state scelte 80 opere tra dipinti e disegni prestati provenienti da diversi musei italiani ed esteri come da collezioni private. Tutte provenienze di assoluto rilievo, come il Centre Pompidou di Parigi, l’Estorick Collection di Londra e il Musée d’Art moderne et contemporan di Saint- Étienne. Anche musei italiani hanno aderito a questo progetto; il Museo del Novecento di Milano, la Pinacoteca Vaticana, al MART di Rovereto. Decisivo il contributo di diverse collezioni private come quella di Romana Severini figlia del pittore.

Un ‘corpus’ di opere imponente che ha consentito alle due curatrici di sviluppare a pieno il loro progetto rivolto all’arte di Severini. Ne è nato un vero e proprio percorso ideale che è riuscito a mettere in evidenza l’evoluzione della poetica dell’artista. Tutto ciò anche in relazione degli artisti a lui contemporanei come Grubicy, Balla, Boccioni, Picasso, Soffici e Carrà. Una vita artistica che è maturata in ambienti importanti come  Roma e Parigi con la conseguente adesione al Futurismo.

 

“Gino Severini. Modernità come dialogo”. La struttura della mostra

La mostra è stata allestita in maniera ottimale per risultare felicemente esplicativa circa la maturazione dell’arte di Severini. Il percorso individuato da Daniela Fonti e Margherita d’Ayala non è di carattere antologico ma, piuttosto, inerente a diversi temi. Ad ognuno di essi sono dedicate le cinque sezioni che compongono la mostra, ognuna riflettente cinque diverse stagioni della sua vita.

Si parte dagli anni del Divisionismo quando il pittore sviluppa temi tardo ottocenteschi per approdare, con la ritrattistica e la paesaggistica, ad una nuova visione dell’arte  Si passa al periodo del Futurismo e Cubismo, dove le sue opere mostrano una piena adesione a questa fase storica del ‘900. Sfolgorante, in questa sezione, la presenza de La danse du Pan-Pan à Monico dove colore, intensità e movimento si fondono per dare un il senso della danza per esaltare il clima festivo che lo incornicia.

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Gino Severini
Maternità
1916
olio su tela
92 x 65 cm
Cortona, MAEC, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona
Crediti fotografici: Accademia Etrusca di Cortona

La terza sezione è dedicata ad una sorta di ritorno al Classicismo come dimostra La maternità, una delle opere più emblematiche cella mostra. Nelle altre due sezioni le ispirazioni di carattere sacro del pittore. Nella quarta le produzioni per la sua città con la celebre Via Crucis. Nella quinta i suoi capolavori ‘sacri’ prodotti per alcune città svizzere dove la ‘modernità’ entra con forza nella rappresentazione dei personaggi sacri.

 

“Gino Severini. Modernità come dialogo”

Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona

Palazzo Casali

Piazza Signorelli, 9
Cortona (AR)

Dal 5 luglio al 1° novembre 2026

 

Informazioni:

www.cortonamaec.org/mostre-temporanee/gino-severini/