Prato, sgomberato il presidio Acca: tensione e scontri davanti ai magazzini

L'intervento delle forze dell'ordine eseguito su disposizione della Procura di Prato ha posto fine al presidio degli operai del Sudd Cobas. Durante le operazioni si sono verificati momenti di tensione e tafferugli.

Acca Seano Prato

Momenti di forte tensione nella mattinata di oggi davanti ai magazzini Acca di Seano, nel comune di Carmignano, in provincia di Prato, dove le forze dell’ordine hanno eseguito lo sgombero del presidio organizzato dagli operai aderenti al sindacato Sudd Cobas.

Il presidio era stato allestito nei giorni scorsi per protestare contro la chiusura del polo logistico e il licenziamento di circa cento lavoratori. Intorno alle 10.15, alcuni manifestanti hanno tentato di rientrare nell’area industriale, ma sono stati fermati dagli agenti. Ne sono scaturiti momenti di tensione e brevi scontri con la polizia.

Il provvedimento della Procura di Prato

Secondo quanto emerso, lo sgombero è stato eseguito nell’ambito di un decreto di sequestro preventivo disposto dalla Procura di Prato e affidato alla Digos.

L’inchiesta riguarda alcuni cittadini italiani appartenenti al Sudd Cobas, denunciati da una ventina di imprenditori cinesi con l’ipotesi di violenza privata. L’intervento ha consentito di riaprire l’accesso ai magazzini, mentre nelle prossime ore sarà effettuata la verifica della merce rimasta bloccata all’interno prima della restituzione ai legittimi proprietari.

Il legale degli imprenditori: “Ha vinto la legalità”

Dopo lo sgombero è intervenuto con una nota l’avvocato Nunzio Giudice, che assiste gli imprenditori coinvolti nella vicenda.

Il legale ha definito l’intervento un ripristino della legalità, sottolineando come numerose aziende avessero la propria merce ferma all’interno dello stabilimento nonostante fosse stata regolarmente acquistata e pagata. Una situazione che, secondo la difesa degli imprenditori, stava provocando pesanti conseguenze economiche e mettendo a rischio la continuità delle attività.

Giudice ha inoltre spiegato che, prima dell’intervento delle autorità, erano stati tentati diversi percorsi di mediazione per trovare una soluzione condivisa senza ricorrere allo sgombero. Parallelamente era stata presentata una querela affinché la Procura accertasse eventuali responsabilità penali, che saranno ora valutate nell’ambito delle indagini.

La conferenza stampa prevista per la mattinata dagli imprenditori e dal loro legale è stata successivamente annullata proprio in seguito allo sblocco della situazione.

La vertenza Acca: come è iniziata

La protesta davanti ai magazzini Acca era iniziata il 21 giugno, dopo l’annuncio della chiusura dell’azienda e del licenziamento di circa cento dipendenti.

Secondo il Sudd Cobas, la chiusura della società potrebbe rappresentare soltanto una riorganizzazione dell’attività, con il rischio che il lavoro venga trasferito ad altre società riconducibili allo stesso gruppo. Per questo motivo il sindacato aveva deciso di mantenere il blocco dell’accesso ai magazzini.

Gli scontri del 23 giugno

La vertenza aveva già registrato un’escalation il 23 giugno, quando davanti allo stabilimento si verificarono gravi disordini.

Nel corso della giornata un operaio rimase ferito dopo essere stato investito da un furgone. Nel pomeriggio centinaia di imprenditori e dirigenti di aziende della comunità cinese raggiunsero il presidio nel tentativo di riappropriarsi del magazzino e della merce custodita all’interno.

Gli scontri coinvolsero manifestanti e forze dell’ordine, provocando il ferimento di cinque agenti. Tre persone vennero arrestate con le accuse di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, anche se gli arresti non furono successivamente convalidati dal giudice.

Un’azienda già al centro di altre inchieste

La vicenda Acca si inserisce in un contesto già particolarmente complesso.

L’azienda è infatti interessata da diversi procedimenti giudiziari. Alcuni dirigenti risultano imputati in un processo che riguarda presunte ipotesi di sfruttamento del lavoro, lesioni personali e minacce nei confronti di lavoratori che avevano intrapreso un percorso di sindacalizzazione.

Parallelamente, Acca è sottoposta ad amministrazione giudiziaria nell’ambito di un’indagine della Procura Europea relativa a una presunta frode fiscale da 71 milioni di euro.

Lo stabilimento era inoltre finito al centro delle cronache lo scorso 16 febbraio, quando fu colpito da un pacco incendiario, episodio collegato alla cosiddetta “guerra delle grucce”, il conflitto che negli ultimi anni ha interessato il settore della logistica e del pronto moda nel distretto tessile pratese.

Le indagini proseguono

Con lo sgombero del presidio si chiude una fase della protesta, ma restano aperti sia il confronto sulla sorte dei lavoratori sia gli accertamenti giudiziari avviati dalla Procura di Prato. Nelle prossime ore saranno completate le verifiche sulla merce custodita nel polo logistico, mentre le indagini dovranno chiarire le responsabilità emerse nel corso della vertenza.