Il calcio italiano piange la scomparsa di Gianluca Cherubini, ex difensore romano morto all’età di 52 anni. Nato nella Capitale, Cherubini è ricordato per aver indossato la maglia della Roma nella stagione 1995-1996, oltre che per una carriera vissuta tra alti e bassi, dentro e fuori dal campo.
Gli inizi e l’esordio tra i professionisti
Cresciuto nei settori giovanili di Monza e Lodigiani, Cherubini riuscì a farsi strada nel calcio professionistico grazie alla Reggiana. Con il club emiliano esordì tra i grandi nella stagione 1992/1993, per poi arrivare anche in Serie A negli anni successivi.
Nel 1994 raggiunse uno dei traguardi più importanti della sua carriera: la vittoria del Campionato Europeo Under 21 con la Nazionale italiana.
L’esperienza alla Roma e le altre squadre
Nel 1995 arrivò il passaggio alla Roma, dove condivise lo spogliatoio con un giovane Francesco Totti. L’esperienza in giallorosso durò una sola stagione, prima del ritorno alla Reggiana, anche a causa di un carattere difficile che ne condizionò il percorso.
Nel corso della carriera vestì anche le maglie di Vicenza, Chieti, Torres e Giulianova, costruendo un percorso variegato tra diverse categorie del calcio italiano.
L’aneurisma e la fine della carriera
Il momento più drammatico arrivò il 13 aprile 2006. Durante una partita tra Novara e Giulianova, Cherubini fu colpito da un aneurisma cerebrale che lo costrinse a lottare tra la vita e la morte. Rimase in coma per dodici giorni.
Quel episodio segnò di fatto la fine della sua carriera agonistica. Tentò un ritorno in campo, ma non riuscì più a esprimersi ai livelli precedenti.
Dopo il calcio: tra tentativi di rinascita e cronaca
Conclusa la carriera, Cherubini provò a restare nel mondo del calcio come allenatore in seconda alla Stella Polare. Tuttavia, negli anni successivi il suo nome finì più volte sulle pagine di cronaca.
Nel 2010 fu coinvolto in un violento episodio a Ostia, mentre nel 2014 venne arrestato per il possesso di un’arma risultata rubata. L’anno seguente fu nuovamente fermato nell’ambito di un’indagine su un’organizzazione internazionale legata a traffici illeciti, che portò all’arresto di numerose persone.
L’esperienza in comunità e il racconto di chi lo ha conosciuto
Dopo queste vicende, Cherubini entrò nella Comunità Incontro di Amelia, un periodo che segnò un tentativo di cambiamento nella sua vita. Proprio lì conobbe il regista Andrea Sbarretti, impegnato in un film dedicato a Don Pierino Gelmini.
Il regista lo ha ricordato come una persona riservata e collaborativa, poco incline a parlare del proprio passato calcistico. Partecipò attivamente alle attività della comunità e contribuì anche alla realizzazione del film, sia davanti che dietro la macchina da presa.
Il cordoglio del mondo del calcio
Tra i messaggi di ricordo, quello di Alessandro Battisti, direttore sportivo del Chieti, che ha espresso sui social il proprio dolore per la scomparsa: un pensiero che testimonia quanto Cherubini abbia lasciato un segno umano, oltre che sportivo.
Una vita tra talento e fragilità
La storia di Gianluca Cherubini resta quella di un calciatore di talento, capace di raggiungere traguardi importanti, ma anche di un uomo segnato da difficoltà personali profonde. Una parabola complessa, che unisce successi sportivi e momenti bui, lasciando un ricordo indelebile nel calcio italiano.
