Strage di sub italiani alle Maldive: dubbi su immersione e maltempo

Cinque esperti subacquei morti durante una crociera scientifica nell’atollo di Vaavu. Le indagini puntano su profondità, miscela respiratoria e condizioni del mare.

sub Maldive

Doveva essere una spedizione tra ricerca scientifica ed esplorazione subacquea, nelle meravigliose acque delle Maldive, ma si è trasformata in una tragedia. Cinque italiani hanno perso la vita durante un’immersione nelle grotte dell’atollo di Vaavu, a oltre cinquanta metri di profondità.

Le vittime sono Monica Montefalcone, 51 anni, docente di Ecologia all’Università di Genova; la figlia Giorgia Sommacal, 23 anni; la ricercatrice Muriel Oddenino, originaria del Torinese; e gli istruttori subacquei Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri. Tutti avevano grande esperienza nelle immersioni.

Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo stava esplorando una zona di grotte sottomarine nell’area di Alimathaa, uno dei punti più noti dell’arcipelago maldiviano per le immersioni tecniche.

Le ipotesi sulle cause dell’incidente

Le autorità delle Maldive stanno ancora cercando di chiarire cosa sia accaduto durante l’immersione. Al momento non esiste una versione ufficiale definitiva sulle cause della morte dei cinque sub.

Tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe un possibile problema legato alla miscela respiratoria utilizzata nelle bombole. I sub avrebbero impiegato anche il nitrox, una miscela composta da ossigeno e azoto utilizzata nelle immersioni profonde per ridurre l’assorbimento di azoto da parte dell’organismo.

Il nitrox contiene una percentuale di ossigeno superiore rispetto all’aria normale, generalmente pari al 32% o al 36%. Proprio per questo motivo richiede controlli rigorosi e una formazione specifica. I subacquei devono verificare personalmente la composizione della miscela prima dell’immersione e rispettare limiti precisi di profondità, legati alla pressione parziale dell’ossigeno.

Gli investigatori stanno valutando se possa esserci stato un errore tecnico, un malfunzionamento o un problema nella gestione dell’immersione.

Il ruolo del maltempo e delle correnti

Un’altra pista riguarda le condizioni del mare. Nella zona dell’incidente era infatti presente un’allerta gialla diramata dal servizio meteorologico delle Maldive a causa del peggioramento del tempo e del mare mosso.

Le correnti sottomarine, particolarmente insidiose nelle immersioni in grotta, potrebbero aver disorientato il gruppo oppure reso difficile la risalita. Non viene esclusa nemmeno la possibilità che i sub abbiano perso l’orientamento all’interno di un anfratto della grotta.

Le operazioni di recupero dei corpi sono state rallentate proprio dal maltempo. Sul posto sono intervenuti i sommozzatori della guardia costiera maldiviana, della polizia locale e un esperto subacqueo italiano arrivato per collaborare con le autorità.

Aperta un’indagine anche in Italia

Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo anche dalla Procura di Roma. Gli inquirenti italiani attendono la documentazione ufficiale proveniente dalle autorità maldiviane e dal consolato per valutare eventuali ipotesi di reato.

Nel frattempo la Farnesina segue le operazioni sul posto attraverso l’ambasciata italiana competente per le Maldive, con sede a Colombo.

Una crociera tra ricerca e citizen science

L’immersione non aveva soltanto finalità turistiche. Il gruppo partecipava infatti a una crociera scientifica legata alla cosiddetta “citizen science”, un modello di ricerca che coinvolge cittadini e appassionati nelle attività di monitoraggio ambientale.

Nell’atollo di Vaavu queste spedizioni vengono organizzate insieme a biologi marini e ricercatori per raccogliere dati sulle barriere coralline, sulle specie marine e sull’ecosistema oceanico. Le immersioni permettono di osservare direttamente i fondali e, in alcuni casi, di prelevare campioni di DNA ambientale disperso nell’acqua.

Le Maldive rappresentano una delle destinazioni più frequentate per questo tipo di viaggi, che uniscono turismo subacqueo, divulgazione scientifica e ricerca marina.

Immersioni oltre i limiti ricreativi

Secondo i media locali, alle Maldive le immersioni ricreative sono consentite fino a trenta metri di profondità. Il gruppo italiano si sarebbe invece spinto ben oltre, raggiungendo una grotta che arriverebbe fino a sessanta metri e lunga circa 260 metri.

Si tratterebbe quindi di un’immersione tecnica, molto più complessa rispetto a quelle turistiche tradizionali e caratterizzata da rischi elevati, soprattutto in presenza di correnti forti o condizioni meteo instabili.