È in corso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma la mostra Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus. Curata da Gregor H. Lersch è stata aperta al pubblico il 21 aprile scorso e sarà visitabile fino al 23 agosto 2026. Una preziosa occasione per tutti gli appassionati per approfondire il percorso artistico di Watenphul attraverso cinque sezioni che rendono la mostra particolarmente fruibile e godibile.
Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus
La mostra è stata curata Gregor H. Lersch, Direttore del Museo Casa di Goethe, promossa e organizzata dalla Fondazione Max Peiffer Watenphul ETS. Scopo è quello di promuove la tutela, lo studio e la diffusione dell’opera di Max Peiffer Watenphul, vissuto tra il 1896 e il 1976, e contribuire alla valorizzazione ed alla conoscenza del suo percorso artistico. È stata realizzata in collaborazione con il Museo Casa di Goethe e con il gentile sostegno del Bauhaus-Archiv / Museum für Gestaltung di Berlino e il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania. Ospitata all’interno della sede della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (GNAMC) offre un vasto panorama sull’arte di Watenphul. Dell’artista sono esposte 80 opere che ne presentano la sua arte con una visione a tutto campo del suo stile e della sua poetica. Si parte dalle prime opere giovanili per arrivare agli anni della formazione al Bauhaus di Weimar. Poi il periodo veneziano del secondo dopoguerra con l’evidente maturazione del suo linguaggio pittorico.

Foto Berlino, Bauhaus
Max Peiffer Watenphul. La struttura della mostra.
La mostra dedicata a Max Peiffer Watenphul è ospitata nel cosiddetto ‘mezzanino’ della GNAMC ed offre un percorso ben strutturato diviso in cinque fondamentali tappe della produzione del pittore.
La prima sala, Introduzione e biografia, propone opere giovanili di Watenphul come studi, autoritratti e prime sperimentazioni. Sono presenti dipinti che raffigurano luoghi significativi della sua biografia come Weimar e l’Italia. Le opere di questa sala fanno pensare indiscutibilmente alla ‘modernità’ innata delle sue opere. Si passa poi alla seconda sala, Bauhaus e avanguardia tedesca degli anni Venti, dedicata al periodo 1919-1922. Qui si chiariscono i rapporti con il Bauhaus e l’influenza di Paul Klee e di altri maestri della scuola come scuola di arte di riforma, dove anche la pittura aveva un ruolo importante. Fondamentale per questa parte la mostra una copia dell’arazzo realizzata appositamente a mano per l’esposizione.
Nella terza e nella quarta sala altre due tappe della vita artistica di Watenphul. Fotografia, presenta vedute architettoniche di Roma e ritratti realizzati all’inizio degli anni Trenta che hanno favorito la ‘ricerca fotografica’ del pittore. Nella quarta sala, Paesaggi e nature morte – La pittura di Max Peiffer Watenphul nel dopoguerra, tra un realismo espressivo e una pittura lirica, appartenenti a diverse fasi della sua produzione, nature morte e paesaggi italiani.

Olio su cartone 71×105 cm
Courtesy
Fondazione
Max Peiffer Watenphul
Al termine del percorso la quinta sala, dedicata a Venezia. La città lagunare fu molto importante negli anni ’40 per lo sviluppo della sua arte che l’ha portato ad individuare un linguaggio pittorico autonomo per rappresentare la città. A Venezia importante per lui fu la conoscenza di Filippo de Pisis, Peggy Guggenheim e Zoran Mušic.
Una mostra godibile e ben strutturata
Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus è una mostra senza dubbio valida nei contenuti che gli organizzatori sono riusciti a renderla esauriente pur nella semplicità di base. Ogni sala propone didascalie del tutto chiare ad individuare le particolarità del percorso artistico di Watenphul. Il visitatore non è chiamato ad un ‘tour de force’ per poterne acquisire l’essenzialità. Al contrario la visita è agevole e piacevole anche grazie alla disposizione e all’illuminazione delle opere in mostra. L’unica controindicazione è l’assenza di sedie o poltrone utili per quei momenti di riposo necessarie per rendere accessibile la vista soprattutto per il meno giovani.
