Justin Timberlake ha avviato un’azione legale per impedire la pubblicazione del video registrato dalla bodycam degli agenti durante il suo arresto per guida in stato di ebbrezza. Il fermo è avvenuto nel giugno 2024 a Sag Harbor, località di Long Island.
I legali del cantante hanno presentato un ricorso alla Corte Suprema della Contea di Suffolk. La loro richiesta è che venga impedita la diffusione delle immagini. Secondo la difesa, la pubblicazione del video comporterebbe «un danno grave e irreparabile» alla reputazione personale e professionale dell’artista, senza rispondere a un reale interesse pubblico.
La richiesta di accesso agli atti e la FOIL
La vicenda nasce da un’istanza presentata al Dipartimento di polizia del villaggio di Sag Harbor. Un atto utile a ottenere il filmato attraverso la Freedom of Information Law (FOIL), la normativa che consente l’accesso ai documenti amministrativi.
Secondo gli avvocati Edward Burke Jr. e Michael J. Del Piano, il video mostrerebbe non solo le fasi del controllo stradale, ma anche elementi ritenuti altamente personali, tra cui l’automobile del cantante e dettagli del suo aspetto fisico e del suo comportamento. Informazioni che, a loro avviso, non sarebbero funzionali al controllo sull’operato delle forze dell’ordine, ma finirebbero per alimentare scherno e molestie mediatiche.
L’arresto del giugno 2024
L’episodio risale al 18 giugno 2024. L’interprete di Mirrors fu fermato dopo alcune presunte irregolarità alla guida. Secondo il rapporto della polizia, avrebbe attraversato un segnale di stop e mostrato difficoltà nel mantenere la corsia.
Agli agenti avrebbe dichiarato di aver bevuto «solo un martini» poco prima del controllo. Timberlake rifiutò di sottoporsi all’etilometro e venne arrestato con l’accusa di DWI (Driving While Intoxicated), oltre a ricevere due contravvenzioni stradali.
Il patteggiamento e la condanna
Nel settembre 2024 il cantante ha raggiunto un accordo con l’accusa, dichiarandosi colpevole di un reato meno grave, quello di guida in stato di alterazione delle capacità. Il patteggiamento ha evitato una condanna per DWI, ma ha comportato una pena di 25 ore di lavori socialmente utili, il pagamento di una multa di circa 460 euro e un sovrapprezzo di circa 240 euro. La patente è stata inoltre sospesa per 90 giorni.
All’uscita dal tribunale, Timberlake ha rivolto un messaggio pubblico: ha invitato a non mettersi al volante anche dopo aver bevuto solo un drink, definendo l’accaduto un errore da cui dice di aver imparato.
Privacy contro trasparenza: una decisione attesa
Il caso apre un confronto delicato tra diritto alla privacy e principio di trasparenza amministrativa. Da un lato, la normativa sulla libertà di informazione tutela l’accesso ai documenti pubblici; dall’altro, la difesa sostiene che la diffusione del video non apporterebbe alcun contributo al dibattito pubblico sull’operato delle forze dell’ordine.
La decisione del giudice della contea di Suffolk potrebbe avere ripercussioni più ampie, soprattutto nei casi che coinvolgono personaggi pubblici e materiali audiovisivi registrati dalle bodycam. Una battaglia legale per Timberlake, 45 anni, che va oltre l’episodio giudiziario. Un’azione che punta a contenere l’impatto mediatico di una vicenda già chiusa sul piano penale.
