Voce News
  • Ultime Notizie
  • Cronaca
    • Attualità
    • Cronaca nera
  • Esteri
    • Guerra in Ucraina
    • Guerra israelo palestinese
    • News dal Marocco
  • Economia e Politica
    • Politica
  • Cultura Spettacolo
    • Costume e Società
    • Cinema Teatro
    • Musica e Concerti
    • Mostre, Arte e Musei
    • Speciale Sanremo
  • Sport
    • Serie A
    • Tennis
    • Altri sport
  • Rubriche
    • Salute e Benessere
    • Viaggi e Sapori
    • Gossip
    • Curiosità
    • Meteo
    • Programmi TV
    • Scienza Tecnologia
  • Rotary Club
Ultime news
  • [ 10/01/2026 ] ICE, licenza di uccidere Attualità
  • [ 09/01/2026 ] Firenze e il caso Zacharova, quando la danza diventa geopolitica Esteri
  • [ 09/01/2026 ] Steccano Napoli e Milan: Inter, prove di fuga? Serie A
  • [ 09/01/2026 ] Madonna diventa una “bambola” sensuale nella nuova campagna Dolce & Gabbana Attualità
  • [ 09/01/2026 ] La fine dei limiti dichiarata in diretta Attualità
  • Facebook
  • Instagram
  • Twitter

Odio digitale e 100mila minacce online: il caso di Cristina Irrera

Martina Fanzinni 02/10/2025

La 26enne siciliana, attivista e studentessa a Milano, denuncia una campagna d’odio senza precedenti: messaggi di morte, stupro e persino minacce contro il suo cane.

Cristina Irrera

Quella che sta vivendo Cristina Irrera non è una semplice vicenda personale, ma l’ennesima dimostrazione di quanto il confine tra vita reale e digitale sia diventato fragile. A 26 anni, studentessa e attivista a Milano, si ritrova quotidianamente sommersa da minacce di morte e stupro, messaggi d’odio e intimidazioni che hanno superato la soglia dei 100mila in pochi mesi. Non si tratta più di singoli haters isolati: dietro c’è una macchina organizzata che rende l’odio un fenomeno sistemico.

Dall’impegno civile di Cristina Irrera alla gogna social

Cristina non è una celebrità né una figura politica di primo piano. Lavora come barista e babysitter per mantenersi durante gli studi, e ha iniziato a occuparsi di sicurezza urbana dopo essere stata aggredita in metropolitana. Il suo impegno nel Comitato Sicurezza per Milano, soprattutto contro i femminicidi e per i diritti delle donne, sembra aver innescato questa campagna persecutoria. Un paradosso: chi difende i diritti e si espone pubblicamente rischia di diventare bersaglio della violenza più feroce.

Cristina Irrera: minacce oltre lo schermo

L’aspetto più inquietante non è solo la quantità dei messaggi ricevuti, ma la loro qualità. Non si tratta di insulti generici: vengono diffusi il suo indirizzo, il citofono di casa, e addirittura compaiono messaggi che minacciano di avvelenare il suo cane. È qui che l’odio digitale mostra la sua pericolosa capacità di invadere la vita reale, trasformando la rete in un’arma di terrore.

Il lato oscuro dei social: account rubati e “pacchetti di insulti”

La Polizia Postale ha confermato che gran parte degli attacchi arriva da account rubati o falsi, spesso venduti su piattaforme parallele come veri e propri pacchetti di insulti organizzati. Non è quindi un fenomeno spontaneo, ma un mercato sommerso in cui la violenza digitale diventa servizio acquistabile. Una realtà che solleva interrogativi sulla responsabilità delle piattaforme e sulla necessità di strumenti più rapidi e incisivi per fermare simili dinamiche.

Il silenzio che uccide

Le minacce contro Cristina non colpiscono solo lei: colpiscono la libertà di parola, la possibilità di attivismo e la partecipazione alla vita pubblica. Ogni messaggio che tenta di intimidirla non è solo un attacco personale, ma un monito implicito a chiunque voglia esporsi per difendere diritti e legalità. È proprio questo l’obiettivo della violenza digitale: spegnere le voci scomode attraverso la paura.

Serve una risposta collettiva

Il vicepresidente del Comitato Sicurezza per Milano, Nicholas Vaccaro, ha parlato di fatti di “inaudita gravità”. E ha ragione: questa vicenda non può essere liquidata come un episodio di cyberbullismo, perché racconta un fenomeno più vasto, che riguarda tutti. Le autorità hanno attivato il codice rosso e predisposto controlli, ma non basta. Servono leggi più stringenti, investimenti seri in sicurezza informatica e soprattutto una cultura che riconosca l’odio digitale come forma di violenza vera e propria.

“Non smetterò di difendere i diritti delle donne”

Nonostante la paura e la solitudine, Cristina continua a esporsi: «Ogni giorno piango dalla paura, ma non smetterò di parlare di diritti e di donne». La sua determinazione diventa simbolo di resistenza in un contesto in cui l’odio corre più veloce della giustizia. La sua storia è il riflesso di una battaglia più ampia: quella contro una violenza invisibile che nasce dietro uno schermo, ma lascia cicatrici profondissime nella vita reale.

Salvador DalìPrecedente

Falso surrealista: a Parma sequestrate 21 opere attribuite a Dalì

Napoli BagnoliSuccessivo

Napoli, 15enne investito a Bagnoli: l’automobilista controlla l’auto e fugge

Articoli correlati

salute mentale
Attualità

Lega Nazionale Dilettanti e Serenis insieme per la salute mentale

Redazione VoceNews 10/10/2025

Oggi 10 ottobre, in concomitanza con la Giornata Mondiale della Salute Mentale, la Lega Nazionale Dilettanti (LND) ha presentato una campagna di sensibilizzazione dedicata al benessere psicologico nello sport dilettantistico.Il progetto nasce dalla collaborazione con […]

Speciale Sanremo 2025

Cybertech Europe2023. Cosa ci riserverà il futuro?

Germana Zuffanti 05/10/2023

Il 3 e 4 ottobre 2023 si è svolto l’evento Cybertech Europe2023 ( giunto alla sua sesta edizione) al Nuovo Centro Congressi” La Nuvola” di Roma. Cybertech e’ la principale piattaforma di networking a livello europeo, […]

Quarto
Attualità

Orrore a Quarto: uomo trovato morto in una cassapanca, fermati i due figli

Tiziana Manfrini 06/06/2025

È stata la compagna convivente a far scattare l’allarme. La sera del 5 giugno 2025 si era recata presso la caserma dei carabinieri di Quarto per denunciare la scomparsa del compagno, Antonio Di Gennaro, di […]

pubblicità
pubblità

pubblità

Ultime news

  • ICE, licenza di uccidere
    Hennig von Jessen 10/01/2026
  • Firenze e il caso Zacharova, quando la danza diventa geopolitica
    Lara Ballurio 09/01/2026
  • https://www.vocenews.it/wp-content/uploads/2021/04/calcio.png
    Steccano Napoli e Milan: Inter, prove di fuga?
    Riccardo Rutigliano 09/01/2026
  • Madonna Bambola
    Madonna diventa una “bambola” sensuale nella nuova campagna Dolce & Gabbana
    Martina Fanzinni 09/01/2026
  • La fine dei limiti dichiarata in diretta
    Hennig von Jessen 09/01/2026