Tragedia sulle Linee di Nazca: sospesa la compagnia, 7 italiani tra i morti

Il velivolo della Aerodiana è precipitato dopo aver segnalato un'avaria meccanica. Tra le tredici vittime figurano due nuclei familiari monzesi, turisti europei e i piloti.

Nazca morti italiani

Un volo panoramico sopra le storiche geoglifi di Nazca si è trasformato in una tragedia senza superstiti. Un velivolo turistico della compagnia Aerodiana, un Cessna Grand Caravan C-208, si è schiantato al suolo ed è stato avvolto dalle fiamme mentre faceva ritorno dalla sorvolata sul sito archeologico. Il bilancio è drammatico. Risultano 13 vittime, tra cui sette cittadini italiani, quattro turisti europei (due tedeschi e due spagnoli) e i due piloti peruviani al comando dell’aereo.

A seguito del disastro, il Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni del Perù ha decretato la sospensione cautelare immediata delle attività della compagnia. Si rimane in attesa degli accertamenti sull’adeguatezza degli standard di sicurezza e operativi dell’azienda.

L’ipotesi del guasto tecnico prima del crollo

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni fornite dal Ministero del Commercio Estero e del Turismo, l’equipaggio avrebbe lanciato un allarme radio per problemi meccanici alla torre di controllo dell’aeroporto di Nazca, poco prima di perdere definitivamente i contatti. Il Cessna si sarebbe poi avvitato improvvisamente su se stesso prima dell’impatto.

La Commissione d’inchiesta peruviana sugli incidenti aerei è al lavoro per esaminare i rottami e analizzare la traiettoria di volo, valutando se la causa scatenante sia stata un guasto improvviso, l’effetto delle raffiche di vento o una combinazione di fattori.

Spezzate due famiglie della Brianza

Il gruppo di italiani coinvolto nell’incidente era composto da sette amici e familiari partiti dalla Brianza per una vacanza nel paese sudamericano. Tra le vittime figurano la famiglia Gianturco di Monza — composta da Paolo (59 anni, manager Deloitte e docente alla Bocconi), la moglie Cristina Maria Bianco (57 anni, managing director in Andersen Consulting) e i figli Matteo (24 anni) e Pietro (18 anni) — e la famiglia Angelucci di Seregno, con Massimo (58 anni, titolare della Ima Tecno di Lissone), la moglie Elena Sala (58 anni) e il figlio Lorenzo (24 anni, da poco laureato al Politecnico).

La notizia ha scosso profondamente le comunità locali. I primi cittadini di Monza (Paolo Pilotto), Seregno (Alberto Rossi) e Lissone (Laura Borella) hanno espresso profondo cordoglio, ricordando la passione per la vita, lo studio e il lavoro che caratterizzava tutti i membri delle due famiglie.

Le procedure forensi e il coordinamento diplomatico

Per l’identificazione formale delle salme è stato istituito un team di otto esperti dell’Istituto di Medicina Legale e Scienze Forensi del Perù, guidato dal direttore Rubén Brizuela PowSang. Trattandosi di un caso complesso, le operazioni potrebbero richiedere dai due ai tre giorni.

L’identificazione avverrà mediante l’esame delle cartelle cliniche odontoiatriche, fornite dai consolati di Italia, Germania e Spagna. La rete diplomatica italiana è in costante contatto con i parenti delle vittime in Italia per gestire il completamento dei rilievi giudiziari e organizzare il successivo rimpatrio dei corpi.