Adriano Panatta se la starà godendo un mondo, questa stagione 2026 del tennis, che parla sempre più italiano e non con una, ma con più voci. Giusto un mese fa Panatta è stato chiamato a premiare il primo italiano vittorioso, dopo 50 anni, degli Internazionali di Roma. “Naturalmente, Sinner” penserete voi, ma andateci piano, perchè mai come quest’anno al Roland Garros è stata dimostrata la forza dell’intero movimento tennistico italiano.
Il tennis italiano, forza reale e diffusa sul territorio
Infatti, rimasti precocemente orfani del “nostro” numero 1 nelle classifiche mondiali, non pochi avranno pensato: <Ecco fatto, anche questa volta non riusciremo a vincere a Parigi!>. E invece no. Mai come in questa edizione 2026 del Roland Garros l’incantesimo potrebbe spezzarsi a favore di un italiano, e che non sia Sinner è un particolare dannatamente importante, che conferma la crescita impetuosa del tennis italico: a Parigi 3 italiani ai quarti (Berrettini, Arnaldi, Cobolli), 2 in semifinale (Arnaldi e Cobolli) e uno in finale (Cobolli), nella stessa edizione del torneo “cult” sulla terra rossa, non si erano mai visti.
Cobolli, il sogno è a portata di mano
E allora forza Flavio Cobolli. Hai la padronanza tecnica di tutti i colpi, la resistenza del maratoneta e grinta da vendere. Unico consiglio: visto che dalla tua parte del tabellone hanno dovuto ritirarsi per malanni vari prima Berrettini e poi Arnaldi, questa sera prima di andare a letto imbottisciti di antinfluenzali e tachipirina (non sono doping, vero?), perché non si sa mai…
Intanto, per non saper né leggere né scrivere, Panatta si è prenotato per consegnare il trofeo del vincitore anche qui a Parigi, hai visto mai che anche qui gli tocchi la gioia di premiare un italiano vincitore dopo 50 anni? Chi era stato l’ultimo? Adriano Panatta, il va sans dire…
Per la cronaca, nel torneo femminile si è imposta la russa Mirra Andreeva, che ha battuto per 6-3, 6-2 in una finale molto avversata dal forte vento, la polacca Maya Chaliwska, autentica rivelazione del torneo.
Foto di anais_anais29 da Pixabay
