Mattinata movimentata quella del 29 luglio a Marina di Ragusa, dove un’imbarcazione semicabinata rimasta in avaria ha attirato l’attenzione dei numerosi bagnanti presenti sul litorale. Il natante, rimasto senza carburante secondo le prime ricostruzioni, è stato progressivamente spinto dalla corrente verso il bagnasciuga, facendo temere una possibile emergenza in mare.
Diverse persone che si trovavano in spiaggia hanno così richiesto l’intervento della Guardia Costiera, convinte che gli occupanti potessero trovarsi in difficoltà.
Il lancio degli involucri pieni di banconote
Mentre i soccorsi si avvicinavano all’imbarcazione, la situazione ha assunto contorni inattesi. Secondo quanto emerso finora, due delle persone rimaste a bordo avrebbero iniziato a gettare in acqua numerosi involucri contenenti grandi quantità di denaro in contanti.
Trasportati dalle onde fino alla riva, alcuni pacchi sono stati recuperati da chi si trovava sulla spiaggia, provocando momenti di forte confusione. Successivamente le forze dell’ordine sono intervenute per recuperare il denaro disperso, avvalendosi anche della collaborazione di alcuni cittadini presenti sul posto.
Le operazioni delle forze dell’ordine
I quattro occupanti del motoscafo sono stati identificati e accompagnati presso la delegazione di spiaggia della Guardia Costiera di Marina di Ragusa. L’imbarcazione è stata quindi trainata nel vicino porto, dove sarebbero stati avviati approfonditi controlli.
Alle attività investigative partecipano Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Carabinieri. Sul posto sono intervenuti anche gli specialisti della Polizia Scientifica e della Digos per effettuare tutti gli accertamenti necessari.
Al momento gli investigatori mantengono il massimo riserbo e non sono stati diffusi dettagli ufficiali sull’origine del denaro né sulle eventuali responsabilità delle persone coinvolte.
La ricostruzione delle prime ore
Secondo quanto riferito dal giornalista Giuseppe Bascietto, il motoscafo si sarebbe fermato dopo aver esaurito il carburante. Due occupanti sarebbero quindi scesi al porto per procurarsi benzina, mentre gli altri due, rimasti a bordo, avrebbero assistito all’avvicinarsi dell’imbarcazione verso la costa a causa della corrente.
L’arrivo dei mezzi di soccorso avrebbe preceduto il gesto di disfarsi degli involucri contenenti il denaro, circostanza che rappresenta uno degli aspetti principali su cui si stanno concentrando gli investigatori.
L’ipotesi investigativa
Al momento non esistono conferme ufficiali sulla provenienza delle banconote. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è quella che il denaro possa essere collegato ad attività illecite, ma sarà l’indagine a chiarire l’effettiva natura dei fatti.
Lo stesso Giuseppe Bascietto evidenzia come l’episodio possa inserirsi in un contesto più ampio legato alle nuove dinamiche della criminalità organizzata nel Sud-Est della Sicilia. Nel suo libro Sicilia Nostra, il giornalista descrive infatti come quest’area stia acquisendo un ruolo sempre più rilevante nelle rotte internazionali del traffico di cocaina, con il mare utilizzato non solo come via di approdo, ma anche come luogo di scambio e trasferimento delle partite di droga, lontano dai controlli portuali e dai tradizionali circuiti finanziari.
Resta tuttavia un’ipotesi di contesto che, allo stato attuale, non è stata collegata ufficialmente al caso di Marina di Ragusa. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire se esista un collegamento tra il denaro recuperato e attività criminali.
