Evergrande, ergastolo al fondatore Xu Jiayin: maxi multa da 2,35 miliardi

Il tribunale di Shenzhen stanga il colosso immobiliare e i suoi vertici dopo anni di bilanci falsificati, frodi finanziarie e fondi sottratti illecitamente.

Evergrande ergastolo

La parabola di Xu Jiayin si chiude nel modo più drastico. Il fondatore di Evergrande è stato condannato all’ergastolo dal Tribunale intermedio di Shenzhen al termine del processo che lo vedeva imputato per una serie continuata di reati finanziari. Oltre alla reclusione a vita, i giudici hanno disposto la revoca permanente dei diritti politici e la confisca dell’intero patrimonio personale dell’imprenditore. Con lui sono stati condannati anche cinque alti dirigenti del gruppo. Ai “complici” sono state inflitte pene detentive variabili tra i 6 e i 18 anni di reclusione.

Anni di bilanci truccati e fondi illeciti

L’inchiesta, rilanciata dalla tv di Stato Cctv, ha portato alla luce un sistema fraudolento sistematico messo in atto tra il 2016 e il 2021. In questo arco temporale, la holding e la sua controllata Evergrande Real Estate hanno alterato i conti operando una massiccia falsificazione dei bilanci. L’operazione era volta a gonfiare gli asset e a celare i reali debiti accumulati. Le accuse confermate dai magistrati comprendono la raccolta abusiva di risparmio, la truffa nella gestione dei fondi, l’emissione fraudolenta di titoli e la manipolazione delle comunicazioni al mercato. Xu ha inoltre fatto ricorso a sistematiche tangenti per assoggettare diversi istituti finanziari, assicurandosi così l’accesso illecito a crediti e risorse assicurative.

Sanzioni record per oltre 2 miliardi di dollari

Le sanzioni economiche stabilite dai giudici ammontano complessivamente a circa 2,35 miliardi di dollari. Nel dettaglio, il gruppo Evergrande dovrà versare 8,82 miliardi di yuan (circa 1,3 miliardi di dollari), mentre la divisione Evergrande Real Estate è stata colpita da una sanzione di 7 miliardi di yuan. La sentenza ha evidenziato la straordinaria gravità delle condotte, sottolineando la portata dei danni economici causati e il profondo turbamento arrecato all’ordine del mercato finanziario.

Incertezza totale per i creditori del gigante in default

Il verdetto mette il punto definitivo sulla carriera di Xu, passato da una condizione di povertà ai vertici del capitalismo cinese prima dell’arresto avvenuto nel 2023. La decisione dei giudici non offre tuttavia garanzie di recupero per i tanti creditori, cinesi ed esteri, rimasti travolti dal crack del gigante immobiliare. I liquidatori della società hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni ufficiale sulla sentenza, mentre i legali del fondatore restano irreperibili.