Covid-19, verso misure radicali in Francia? La risposta di Macron tra poche ore

Il Presidente francese si esprimerà alle 20 di questa sera in televisione. Intanto tanta, troppa gente continua a non rispettare le raccomandazioni

Covid-19

Emmanuel Macron parlerà a tutti i francesi in televisione alle 20 di questa sera. L’ipotesi più probabile sembrerebbe quella dell’annuncio del passaggio alla fase successiva, quella a cui gli italiani sono obbligati ormai da giorni. Intanto, le scuole francesi sono chiuse da questa mattina, già tante aziende si sono organizzate per far lavorare i propri dipendenti a distanza e da poco più di 24 ore, per le strade, quasi tutte le saracinesche sono chiuse.

Covid-19, la Francia si ferma?

Ma lo stop a bar, ristoranti e commerci “non indispensabili” imposto a partire dalla mezzanotte di sabato scorso non ha fermato centinaia di turisti e francesi nella giornata di domenica 15 marzo. Complice un sole caldo dal sapore di primavera, i parchi di Parigi, i mercati, così come la scalinata del Sacre Coeur a Montmartre o il Canal Saint-Martin, erano pieni di gente festante.

Si parla di incoscienza delle persone, che nonostante le costanti news sul propagarsi del virus e le raccomandazioni del governo, di stare a casa ed evitare il più possibile il contatto con gli altri, hanno preso la questione con leggerezza, aumentando così gravemente il rischio di centinaia di nuovi contagi.

Incoscienti di fronte al pericolo?

Le critiche arrivano soprattutto dalle migliaia di persone che invece, da settimane ormai, fanno come gli è stato detto. Evitano qualsiasi uscita non indispensabile, si lavano spesso le mani e si tengono alla dovuta distanza tra loro. Consapevoli della gravità della situazione, guardano all’”esempio italiano”, come viene definito, alla chiusura quasi totale alla quale nel nostro paese si è fatto ricorso e che gli italiani sembrano rispettare.

Se le raccomandazioni non bastano

A difesa degli “incoscienti” c’è però il fatto che le misure forti non siano state ancora imposte, ma solo consigliate. D’altronde si sa che anche in Italia, prima dello stop totale, in tanti continuavano a uscire, per approfittare delle ultime ore di “libertà”, nonostante le ammonizioni e i bar chiusi. Perché “la vita deve andare avanti”, come tanti – soprattutto giovani – hanno risposto ieri ai giornalisti che interrompevano i loro pic-nic sulla Senna.

Sapremo quindi questa sera come il governo francese deciderà di agire, se replicherà le misure ormai attive, oltre che in Italia, in altri paesi europei come Spagna e Belgio. Misure drastiche, radicali, che a giudicare dai risultati ottenuti in Cina sembrerebbero, a presente, le più adeguate nella lotta contro la propagazione del virus.