Chef Cappuccio condannato per annuncio discriminatorio sul lavoro

Il tribunale di Trento riconosce la discriminazione: risarcimento alla Cgil

Chef Paolo Cappuccio

Lo chef stellato Paolo Cappuccio è stato condannato dal tribunale di Trento per il contenuto di un annuncio di lavoro ritenuto discriminatorio. I giudici hanno accolto il ricorso presentato dalla Cgil del Trentino, stabilendo che le frasi pubblicate violavano i principi di uguaglianza nel mondo del lavoro.

La sentenza prevede un risarcimento di 6.000 euro a favore del sindacato, riconoscendo la natura discriminatoria delle dichiarazioni contenute nell’annuncio.

L’annuncio che ha scatenato le polemiche

La vicenda risale al 4 luglio 2025, quando Cappuccio pubblicò su Facebook un post per la selezione di personale da inserire nella sua brigata di cucina. Nel testo, lo chef escludeva esplicitamente alcune categorie di persone, citando “comunisti/fannulloni”, aspiranti cuochi legati a programmi televisivi e individui con problemi legati a droghe, alcol o orientamento sessuale.

Le parole hanno generato una forte reazione pubblica, portando alla rimozione del post in breve tempo. Tuttavia, il caso è stato portato davanti al tribunale dal sindacato.

Le motivazioni della giudice

Secondo la giudice, il contenuto dell’annuncio rappresenta una chiara discriminazione in ambito lavorativo. In particolare, viene sottolineato come i criteri indicati non siano basati su competenze professionali o requisiti tecnici, ma su aspetti personali e privati dei candidati.

La decisione evidenzia inoltre che la cancellazione del post non elimina l’impatto delle dichiarazioni, soprattutto considerando la diffusione amplificata dai social media. Anche l’intenzione dichiarata dello chef – ovvero esprimere una preferenza legata alla propensione al lavoro – è stata ritenuta irrilevante, poiché introduce comunque criteri discriminatori.

Il tribunale ha infine richiamato il contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza e solidarietà.

La posizione della Cgil

Soddisfazione è stata espressa da Manuela Faggioni, rappresentante della Cgil del Trentino con delega alle pari opportunità. Il sindacato ha ribadito il proprio impegno contro ogni forma di discriminazione, sottolineando che i lavoratori devono essere valutati esclusivamente per le loro competenze e capacità professionali, non per opinioni politiche o orientamento sessuale.

Il profilo dello chef Cappuccio

Nonostante la vicenda giudiziaria, Paolo Cappuccio resta una figura nota nel panorama gastronomico internazionale. Nel corso della sua carriera ha lavorato in diverse realtà di prestigio tra Italia ed estero, tra cui località come la Costa Smeralda, Malta, Svizzera, Francia e New York.

Durante il suo percorso ha avuto modo di confrontarsi con grandi nomi della cucina internazionale come Alain Ducasse, arricchendo la propria esperienza culinaria.

Rientrato in Italia, ha lavorato nel settore catering a Milano prima di stabilirsi a Madonna di Campiglio, dove ha sviluppato una proposta gastronomica incentrata sul pesce di mare anche in contesti montani.

Riconoscimenti e attività professionali

Nel 2009 Cappuccio ha ottenuto la prestigiosa stella Michelin, consacrando la sua carriera nell’alta cucina. Parallelamente ha svolto attività di food designer per un marchio di orologi svizzeri, organizzando eventi di rilievo legati al mondo della nautica.

È anche docente presso la scuola Cast Alimenti di Brescia, dove insegna cucina mediterranea e tecniche avanzate. Ha pubblicato diversi libri dedicati alla gastronomia, contribuendo alla diffusione della cucina italiana contemporanea.