Un intervento di pulizia di routine si è trasformato in un’inquietante scoperta nel quartiere genovese di Nervi. I proprietari di un terreno situato in via Molinetti sono entrati all’interno di un vecchio edificio in muratura, inutilizzato e incustodito da oltre un decennio, per sistemare l’area. All’interno del piccolo capanno per gli attrezzi, la coppia si è trovata di fronte a una scena macabra. Un teschio e diverse ossa umane, in parte disperse nell’ambiente, verosimilmente a causa dell’azione dei roditori nel corso degli anni.
Il profilo anatomico tracciato dal medico legale
I primi rilievi effettuati sul posto dal medico legale, il professor Francesco Ventura, hanno permesso di delineare un identikit preliminare del cadavere. I resti appartengono a un uomo di età inferiore ai 40 anni, caratterizzato da una statura molto alta e da una struttura fisica imponente, confermata dalla corporatura e dall’ottimo stato di conservazione della dentatura. Un altro dettaglio fondamentale riguarda la misura dei piedi: una delle calzature recuperate misura infatti ben 31,5 centimetri.
Ciondoli, chiavi e indumenti: le tracce per l’identificazione
Sotto il coordinamento della Procura di Genova, gli uomini dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di San Martino stanno analizzando ogni singolo reperto trovato accanto al corpo. Al momento del decesso l’uomo indossava un giubbotto scuro della Nike (taglia M), un maglioncino marrone e una scarpa sportiva marca Kalenji di colore azzurro con suola bianca (misura 47-48).
Insieme ai resti sono stati recuperati anche diversi effetti personali. Un mazzo di chiavi fornito di un portachiavi rosso a forma di mezzo cuore con incisa l’immagine della Torre di Pisa, probabile ricordo di un viaggio. Un cofanetto metallico al cui interno sono vi erano piccoli elementi, all’apparenza gusci o semi. Un borsello a tracolla scuro.
L’ipotesi degli inquirenti e l’appello alla cittadinanza
Allo stato attuale delle indagini, gli investigatori tendono a escludere la pista dell’omicidio. L’ipotesi più accreditata è che l’uomo si sia introdotto all’interno della struttura per cercare un riparo temporaneo. Probabilmente è stato colto da un malore improvviso o da una patologia fatale. Per accelerare le operazioni di riconoscimento, con il benestare della Procura, le immagini degli oggetti sono state rese pubbliche e mostrate nel corso della trasmissione Chi l’ha visto?. Chiunque riconosca uno di questi elementi o disponga di informazioni utili è invitato a contattare tempestivamente le forze dell’ordine.
