Ciclismo sparito per il Tg2: la nuova prodezza della Rai

Tra app in tilt e la Serie C su RaiSport, la TV di Stato trasforma il finale del Mondiale in un giallo d'autore.

Ciclismo Mondiale Rai

Il ciclismo sa regalare emozioni uniche, ma niente supera la suspense orchestrata dalla nostra amata televisione di Stato. Un finale di Mondiale a Montreal incerto fino all’ultimo metro, attacchi spettacolari, colpi di scena e persino un azzurro protagonista tra i primi? Ingredienti ottimi, certo, ma evidentemente non abbastanza per meritarsi la continuità della prima serata sul secondo canale.

Quando la corsa è entrata nella sua fase più infuocata, a poco meno di 40 chilometri dal traguardo, dalla regia di Viale Mazzini deve esser scattato il classico panico da palinsesto. O forse una vocina ha ricordato a tutti che l’orologio si avvicinava pericolosamente alle 20.30, l’ora sacra in cui il Tg2 deve andare in onda a prescindere dall’apocalisse o dalla vittoria di una maglia iridata. Risultato? Sfida interrotta sul più bello e tutti a casa. Anzi, tutti su internet.

“Tutti su RaiPlay!”, ma solo se la Smart TV collabora

L’invito rivolto agli spettatori rimasti a bocca asciutta è stato di quelli moderni e d’avanguardia: migrare al volo su RaiPlay. Che importa se RaiSport (canale 58 del digitale terrestre, teoricamente nato per queste cose) fosse già occupato da un’avvincente sfida di Serie C come Pescara-Spezia? La soluzione del futuro era lo streaming. Peccato solo per chi una Smart TV non ce l’ha, o per chi ha scambiato il telecomando per una bacchetta magica senza ottenere risultati.

La vera perla, però, è arrivata con l’efficienza della piattaforma online. Il canale digitale RaiSport 3 ha pensato bene di andarsene in tilt per quasi venticinque minuti a causa di un improvviso “sovraccarico di utenti” (chi l’avrebbe mai detto che la gente stesse davvero provando a guardare il finale della gara?). Un buco nero informativo da cui ci si è risvegliati solo a 11 chilometri dall’arrivo, quando Rai2 ha generosamente riaperto i cancelli per farci vedere com’era andata a finire.

L’arte dell’autolesionismo secondo il sindacato

A completare il quadro ci ha pensato la nota dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, che ha definito la vicenda con un’espressione quasi affettuosa: la solita gestione “tafazziana”. Acquistare a caro prezzo i diritti di grandi competizioni sportive internazionali per poi abbandonarle al loro destino proprio nei minuti decisivi è una forma d’arte raffinata, un vero marchio di fabbrica che riesce nell’impresa di far infuriare gli appassionati e, contemporaneamente, far fuggire l’audience.

Dalle parti dei vertici si parla di dispiacere per il problema tecnico risolto “in pochi minuti” e di sfortuna. Gli utenti sui social, intanto, continuano a ringraziare per la lezione di pazienza. La prossima volta, per sicurezza, il finale di gara converrà seguirlo direttamente dalle finestre di casa.