Vigevano, trovato morto il 24enne spinto nel Naviglio dopo l’aggressione

Il corpo del giovane salvadoregno è stato scoperto all'interno di uno stabile dismesso nei pressi della stazione. La Procura ha disposto l'autopsia. Nel Foggiano due arresti per un altro pestaggio omofobo.

Vigevano vittima omofobia

Un drammatico epilogo ha scosso la comunità di Vigevano, in provincia di Pavia. Nella mattinata di mercoledì 2 settembre, all’interno di un edificio abbandonato in via Madonna degli Angeli, è stato ritrovato il cadavere di un ragazzo di 24 anni di origine salvadoregna. A fare la tragica scoperta, intorno alle ore 8:00, è stato un altro occupante della struttura utilizzata da tempo come rifugio di fortuna.

Sul posto sono prontamente intervenuti gli agenti del commissariato locale e gli specialisti della Polizia Scientifica per effettuare i rilievi e avviare le prime indagini.

I precedenti: l’aggressione d’odio e il soccorso mancato

Il nome del giovane era già noto alle cronache locali per un grave episodio avvenuto lo scorso 21 agosto nei pressi del ponte della Giacchetta, lungo il Naviglio Sforzesco. In quell’occasione, il ventiquattrenne era stato preso di mira da due uomini di 28 e 33 anni. Dopo averlo insultato con gravi offese omofobe, lo avevano violentemente spinto nelle acque del canale.

Nonostante le difficoltà, la vittima era riuscita a mettersi in salvo a nuoto. I Carabinieri, intervenuti sul posto, avevano bloccato e denunciato i due responsabili — i quali avevano opposto resistenza minacciando i militari con una bottiglia spezzata. Trasportato al Pronto Soccorso dal personale del 118, il ragazzo si era tuttavia allontanato volontariamente dalla struttura ospedaliera prima di ricevere le cure e il referto definitivo.

Giallo sulle cause del decesso: disposta l’autopsia

Al momento del ritrovamento, la salma si presentava in posizione prona con visibili ferite e macchie di sangue sul volto. Gli inquirenti stanno valutando diverse ipotesi per comprendere la natura dei traumi ed eliminare ogni dubbio su un eventuale coinvolgimento di terzi.

Le piste al vaglio della Polizia spaziano dal malore improvviso a una caduta accidentale, fino alle conseguenze del consumo di sostanze o a una lite finita male. Per fare piena luce sulle cause della morte, la Procura della Repubblica ha ordinato l’esame autoptico. L’esame verrà eseguito presso l’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Pavia.

Foggia, svolta nell’inchiesta per un altro episodio di omofobia

Mentre a Vigevano si cercano risposte, sul fronte della lotta ai reati d’odio si registrano importanti sviluppi in Puglia. La Polizia di Stato di Foggia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di due giovani, ritenuti i responsabili di una spietata aggressione avvenuta il 7 marzo scorso in Piazza Mercato.

La vittima, che si trovava nel centro cittadino per trascorrere la serata con alcuni amici. Poi era stata accerchiata e colpita ripetutamente al capo e al volto senza alcun motivo, subendo al contempo pesanti insulti a sfondo omofobo.

Le indagini e le misure cautelari della Procura

Determinanti per la ricostruzione dell’episodio sono state le analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza della zona, affiancate dal successivo riconoscimento formale da parte della persona offesa. Uno dei due indagati si trovava già ristretto in carcere per altra causa.

Come evidenziato dalle autorità e dalla Procura di Foggia, l’operazione rappresenta un segnale fondamentale per contrastare il degrado e la violenza giovanile sul territorio, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza percepita e incoraggiare le vittime a denunciare tempestivamente ogni forma di discriminazione e aggressione.