Venezuela, stato d’emergenza dopo due devastanti terremoti

Oltre 160 vittime e centinaia di feriti: Caracas tra le aree più colpite

Venezuela terremoti

Il Venezuela affronta una delle peggiori catastrofi naturali della sua storia recente. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza nazionale dopo che due forti terremoti hanno colpito il Paese a distanza di meno di un minuto l’uno dall’altro, causando il crollo di numerosi edifici e provocando almeno 164 vittime. Il numero dei morti e dei feriti, tuttavia, è destinato ad aumentare con il proseguire delle operazioni di soccorso.

Due scosse consecutive di eccezionale intensità

I terremoti si sono verificati poco dopo le 18:00 di mercoledì. Secondo i dati dell’US Geological Survey (USGS), la prima scossa ha raggiunto una magnitudo di 7,2, seguita appena 39 secondi dopo da un secondo evento sismico di magnitudo 7,5, il più potente registrato in Venezuela dal 1900.

L’epicentro è stato localizzato nei pressi di Morón, sulla costa caraibica venezuelana, circa 170 chilometri a ovest di Caracas. Il sisma si è verificato a una profondità di circa 13 chilometri, un fattore che ha contribuito ad amplificare gli effetti distruttivi in superficie.

Stato di emergenza e allarme per le scosse di assestamento

La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha annunciato lo stato di emergenza e invitato la popolazione a lasciare immediatamente gli edifici danneggiati. Le autorità hanno inoltre registrato circa trenta scosse di assestamento, alimentando il timore di ulteriori crolli nelle aree già colpite.

“Chiediamo alla popolazione di mantenere la calma e restare unita”, ha dichiarato Rodríguez durante un intervento televisivo, esprimendo cordoglio alle famiglie delle vittime.

Caracas e La Guaira tra le città più colpite

I danni maggiori si concentrano nella capitale Caracas e nelle zone circostanti. Video diffusi sui social mostrano scene di panico all’interno dell’aeroporto internazionale Simón Bolívar, dove centinaia di persone hanno cercato riparo mentre parti delle strutture riportavano gravi danni.

Lo scalo è stato chiuso in via precauzionale, mentre sono stati sospesi anche i servizi ferroviari e della metropolitana. Nei quartieri di Baruta, Chacao, Altamira e San Bernardino diversi edifici sono crollati o hanno subito danni strutturali significativi.

Particolarmente critica anche la situazione a La Guaira, città portuale situata a nord della capitale. Qui un grande hotel sul lungomare è stato quasi completamente distrutto, mentre l’accademia navale venezuelana e numerosi complessi residenziali hanno riportato danni rilevanti.

Vittime sotto le macerie e soccorsi senza sosta

Le squadre di emergenza stanno lavorando incessantemente per individuare eventuali superstiti intrappolati sotto gli edifici crollati. In diverse aree della capitale sono state estratte persone vive dalle macerie, mentre numerosi familiari attendono notizie dei propri cari.

Secondo il bilancio ufficiale, almeno 971 persone sono rimaste ferite. Le autorità locali riferiscono che alcuni quartieri hanno subito anche frane e cedimenti del terreno, aggravando ulteriormente le operazioni di soccorso.

Testimoni hanno raccontato di aver percepito oscillazioni estremamente violente. Molti residenti hanno abbandonato le abitazioni portando con sé effetti personali e animali domestici, mentre dense nubi di polvere si sono alzate dalle aree maggiormente colpite.

La comunità internazionale offre assistenza

La gravità della situazione ha spinto diversi Paesi a offrire supporto immediato al Venezuela. Gli Stati Uniti hanno annunciato l’invio di squadre specializzate in ricerca e soccorso, oltre a risorse mediche e assistenza umanitaria.

Anche la Spagna ha comunicato la disponibilità a schierare 54 militari specializzati nelle emergenze, mentre la Francia ha messo a disposizione 85 soccorritori pronti a intervenire nelle operazioni di aiuto alla popolazione.

Nel frattempo, l’ambasciata statunitense a Caracas ha invitato i cittadini americani presenti nel Paese a evitare le zone colpite e a non entrare negli edifici danneggiati.

Un disastro destinato a lasciare il segno

Gli esperti dell’USGS hanno definito l’evento come un terremoto con elevata probabilità di aver causato danni estesi e un numero significativo di vittime. Le prossime ore saranno decisive per valutare l’entità reale della tragedia e per completare le operazioni di ricerca dei dispersi.

Mentre il Paese affronta una difficile emergenza umanitaria, migliaia di persone restano senza casa e molte comunità attendono ancora l’arrivo degli aiuti. Le autorità continuano a monitorare l’attività sismica per prevenire ulteriori rischi legati alle numerose scosse di assestamento registrate dopo il terremoto principale.