L’intensa ondata di caldo che sta interessando gran parte dell’Europa sta mettendo sotto pressione il sistema energetico continentale, provocando un forte aumento dei prezzi dell’elettricità. Le temperature eccezionalmente elevate hanno spinto milioni di cittadini ad aumentare l’utilizzo di condizionatori e ventilatori, facendo crescere rapidamente la domanda di energia proprio mentre diverse fonti di produzione stanno registrando un calo delle prestazioni.
Domanda in crescita e produzione sotto pressione
L’equilibrio tra domanda e offerta energetica è stato compromesso da una combinazione di fattori. Da un lato, il caldo estremo ha incrementato i consumi elettrici; dall’altro, le alte temperature hanno ridotto la capacità produttiva di alcune centrali e rallentato la generazione da fonti rinnovabili.
La situazione è particolarmente evidente nel Regno Unito, dove il sistema energetico ha dovuto ricorrere a importazioni straordinarie di elettricità dall’Europa per coprire i picchi di consumo registrati nelle ore serali.
Nel Regno Unito energia importata a prezzi record
Martedì il gestore della rete elettrica britannica ha pagato fino a circa 470 sterline per megawattora per assicurarsi forniture energetiche provenienti dal continente europeo tra le 17 e le 19, fascia oraria caratterizzata da una domanda particolarmente elevata.
Si tratta di un livello superiore di oltre sei volte rispetto alla media registrata nello stesso periodo dello scorso anno, quando il prezzo dell’elettricità si attestava intorno alle 71 sterline per megawattora. Anche rispetto alla giornata precedente, quando il prezzo era di circa 123 sterline/MWh, l’aumento è stato significativo.
Eolico in calo a causa dell’alta pressione
Uno degli elementi che ha contribuito alla tensione sui mercati energetici è stato il rallentamento della produzione eolica. La presenza di una vasta area di alta pressione ha infatti ridotto la velocità dei venti in molte aree europee, limitando l’apporto dei parchi eolici.
Nel Regno Unito, l’energia prodotta dal vento ha coperto tra il 13% e il 15% del fabbisogno elettrico nazionale, una quota nettamente inferiore rispetto alla media del 30% registrata nel mese di giugno dello scorso anno.
Per compensare questa riduzione, il gestore della rete ha dovuto assicurarsi circa 1,5 gigawatt aggiuntivi di energia, provenienti in larga parte dalle interconnessioni con il continente.
Problemi anche per le centrali a gas
Le temperature estreme hanno avuto conseguenze anche sugli impianti a gas britannici. Cinque centrali hanno comunicato la necessità di ridurre temporaneamente la produzione per ragioni legate alle condizioni ambientali.
La riduzione complessiva è stata pari a circa 2,5 gigawatt, una quantità di energia sufficiente ad alimentare circa 2,5 milioni di abitazioni. Secondo gli analisti del settore, la perdita di capacità produttiva risulta circa il 40% superiore rispetto ai livelli osservati prima dell’arrivo dell’ondata di calore.
Il ruolo del solare durante l’emergenza
A differenza dell’eolico, il fotovoltaico ha contribuito a limitare gli effetti della crisi energetica. Sebbene temperature molto elevate possano ridurre l’efficienza dei pannelli solari, le condizioni di cielo sereno registrate nel Regno Unito hanno consentito di mantenere una produzione stabile.
La generazione solare ha raggiunto circa 14 gigawatt, pari a oltre un terzo dell’intera produzione elettrica nazionale, contribuendo a compensare parzialmente le difficoltà delle altre fonti energetiche.
Francia e Germania registrano forti rincari
L’aumento dei prezzi non riguarda soltanto il Regno Unito. In Germania, il principale mercato elettrico europeo, le quotazioni dell’energia hanno superato i 545 euro per megawattora nelle ore serali, raggiungendo i livelli più elevati dall’estate del 2024.
Anche in Francia il mercato energetico è sotto pressione. Con temperature che potrebbero toccare i 43 gradi nei prossimi giorni, il prezzo dell’elettricità ha oltrepassato i 268 euro/MWh, segnando il valore più alto dall’agosto 2023.
Alle difficoltà legate alla domanda si aggiungono quelle del settore nucleare: il forte riscaldamento delle acque fluviali utilizzate per il raffreddamento dei reattori ha infatti limitato la produzione di alcune centrali.
Incentivi alle famiglie per ridurre i consumi
Per alleggerire il carico sulla rete elettrica, nel Regno Unito è stato attivato anche un programma rivolto ai consumatori domestici. Le famiglie vengono incentivate economicamente a ridurre i consumi nelle fasce orarie più critiche, contribuendo a diminuire la domanda complessiva di energia.
Secondo le stime, questa iniziativa potrebbe consentire un risparmio di circa 115 megawatt durante i momenti di maggiore pressione sul sistema.
Un sistema energetico messo alla prova dal clima estremo
L’ondata di calore conferma quanto gli eventi meteorologici estremi possano influenzare direttamente il funzionamento dei sistemi energetici europei. L’aumento dei consumi, unito alle difficoltà operative di eolico, gas e nucleare, sta generando forti tensioni sui mercati elettrici e costi sempre più elevati per garantire la stabilità della rete.
Le autorità energetiche sottolineano che gli interventi di bilanciamento restano procedure ordinarie nella gestione del sistema, ma il susseguirsi di eventi climatici estremi evidenzia la crescente necessità di reti più resilienti e di una maggiore flessibilità nella produzione di energia.
