Selfie con Carlsen durante il match: giovane scacchista denunciata

Un momento informale durante il torneo si trasforma in polemica: il numero uno al mondo applica il regolamento alla lettera.

Scacchista match
@Credit: Alua Nurman

Un episodio curioso e controverso ha animato il mondo degli scacchi durante il Grenke Chess Festival. La giovane promessa kazaka Alua Nurman, appena 18enne, ha colto l’occasione per scattare un selfie con il numero uno al mondo, Magnus Carlsen, proprio mentre i due erano impegnati in una partita ufficiale.

Il grande maestro norvegese ha accettato la richiesta con sportività, posando sorridente accanto alla scacchiera. Tuttavia, quello che sembrava un momento leggero si è trasformato rapidamente in un caso regolamentare.

La segnalazione agli arbitri

Poco dopo lo scatto, Carlsen si è alzato dal tavolo e ha informato gli arbitri della presenza di un telefono cellulare, violando le regole del torneo. Nei tornei di alto livello, infatti, i dispositivi elettronici sono severamente vietati per evitare qualsiasi forma di assistenza esterna.

Gli organizzatori hanno quindi chiesto a Nurman di consegnare il telefono, come previsto dal regolamento.

Un dilemma tra fair play e regole

La situazione ha messo Carlsen davanti a una scelta delicata: rifiutare il selfie per rispettare le norme o accettarlo rischiando una violazione evidente. Il campione ha optato per una soluzione intermedia: concedere la foto, ma segnalare subito dopo l’infrazione.

Una decisione che ha diviso appassionati e osservatori.

La reazione della giovane scacchista

Lontana da polemiche accese, Nurman ha reagito con ironia. Ha condiviso lo scatto sui social accompagnandolo con una frase che ha fatto sorridere molti: “Magnus sarà Magnus”, alludendo alla fama del norvegese per il rigore nel rispetto delle regole.

La giovane ha inoltre spiegato di essersi ispirata a un episodio simile avvenuto in passato con il gran maestro francese Etienne Bacrot, che aveva tentato qualcosa di analogo.

Perché i telefoni sono vietati negli scacchi

Il divieto di dispositivi elettronici nei tornei non è casuale. Negli ultimi anni, il rischio di cheating tecnologico è aumentato sensibilmente. Applicazioni come i motori scacchistici possono suggerire le mosse migliori in tempo reale, compromettendo l’integrità della competizione.

Per questo motivo, molti tornei adottano misure rigide:

  • controlli con scanner e metal detector
  • divieto totale di dispositivi attivi
  • limitazioni anche per telefoni spenti

Con premi importanti in palio, come quelli del Grenke, il rispetto delle regole diventa fondamentale.

Una polemica che divide il pubblico

L’episodio ha acceso un vivace dibattito nella comunità scacchistica. Alcuni hanno criticato Carlsen, ritenendolo eccessivamente rigido. Altri, invece, hanno difeso la sua scelta, sottolineando che le regole devono valere per tutti senza eccezioni.

Va comunque precisato che non ci sono elementi che facciano pensare a un tentativo di imbroglio da parte di Nurman.

Il risultato sulla scacchiera

Al di là della polemica, la partita ha seguito il suo corso senza ulteriori intoppi. A imporsi alla fine è stato proprio Magnus Carlsen, confermando ancora una volta la sua superiorità sulla scacchiera.