A Rovigo, madre e figlio trovati morti in un laghetto: indagini in corso

A Castelguglielmo, nel Rodigino, resta il mistero sulla morte di una donna di 39 anni e del figlio di un anno: aperto un fascicolo per omicidio, nessuna ipotesi esclusa.

rovigo mamma figlio

Un tragico episodio scuote la provincia di Rovigo, dove una donna di 39 anni e il figlio di poco più di un anno sono stati trovati senza vita in un laghetto artificiale a Castelguglielmo. A lanciare l’allarme è stato un passante che ha notato i corpi galleggiare nell’acqua.

Sul posto sono intervenuti i sommozzatori dei vigili del fuoco, che hanno recuperato i corpi. Nonostante i tentativi di soccorso, il medico legale ha potuto soltanto constatare il decesso di entrambi.

L’area e le prime ricostruzioni

Il bacino si trova vicino alla strada statale 434 che collega Rovigo a Verona, in prossimità di una zona industriale. Si tratta di un invaso artificiale, profondo circa due metri, utilizzato per contenere l’acqua in eccesso durante le piogge intense e prevenire esondazioni.

Secondo le prime informazioni, la donna sarebbe stata vista nel pomeriggio di sabato nei pressi del laghetto mentre spingeva il passeggino del figlio, poi ritrovato abbandonato all’esterno dell’area.

Il passeggino e l’accesso forzato

Un elemento centrale nelle indagini è proprio il passeggino lasciato fuori dalla recinzione del bacino. La donna avrebbe infatti forzato l’ingresso nell’area transennata, probabilmente tagliando la rete, per poi entrare con il bambino.

Questo dettaglio porta gli investigatori a escludere, almeno in parte, l’ipotesi di un incidente casuale.

Le indagini e l’autopsia

La Procura di Rovigo ha aperto un fascicolo per omicidio, un atto dovuto che consente di svolgere tutti gli accertamenti necessari. Al momento, nessuna pista viene esclusa.

L’autopsia sarà determinante per chiarire diversi aspetti fondamentali: stabilire l’orario della morte, verificare l’eventuale presenza di sostanze nell’organismo della donna e capire se il bambino fosse già privo di vita prima di finire in acqua. Dai primi esami, non sarebbero emersi segni evidenti di violenza.

Le testimonianze e l’assenza di telecamere

I carabinieri stanno raccogliendo le testimonianze di chi si trovava nella zona nelle ore precedenti al ritrovamento. Tuttavia, le indagini risultano complicate dalla mancanza di sistemi di videosorveglianza nell’area.

Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto madre e figlio nei pressi del laghetto poche ore prima della tragedia.

Il contesto familiare e personale

La donna, di origine cinese, viveva a Castelguglielmo insieme al figlio e ai nonni del bambino. Secondo quanto emerso, avrebbe sofferto di problemi depressivi, ma non risulterebbe seguita recentemente dai servizi sociali.

Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire nel dettaglio la sua vita, i rapporti personali e le ultime ore prima della tragedia.

Le ipotesi sul tavolo

Al momento, tutte le possibilità restano aperte, anche se la dinamica dei fatti sembra orientare verso l’ipotesi di un omicidio-suicidio. Non ci sarebbero elementi che facciano pensare alla presenza di terze persone al momento dell’accaduto.

Sarà l’esito degli esami autoptici e degli approfondimenti investigativi a fornire risposte più chiare su una vicenda che, per ora, resta avvolta nel mistero.