CES 2026: i peggiori prodotti tra IA inutile e rischi privacy

Dal frigorifero “intelligente” ai campanelli invasivi: gli anti-premi che mettono sotto accusa l’uso eccessivo dell’intelligenza artificiale

CES 2026

Al CES 2026, la più importante fiera mondiale dedicata alla tecnologia, l’intelligenza artificiale è stata protagonista assoluta. Ma non sempre in senso positivo. Accanto ai prodotti più innovativi, sono stati assegnati anche i poco ambiti “Worst in Show”, ovvero gli anti-premi destinati ai dispositivi considerati più problematici.

A finire sotto accusa sono soprattutto gadget che integrano l’IA in modo superfluo, invasivo o addirittura controproducente, sollevando dubbi su utilità reale, sicurezza e impatto ambientale. Scopriamo qualche chicca da un reportage di AP News.

Il frigorifero intelligente che complica la vita

Tra i casi più emblematici c’è il frigorifero Bespoke AI Family Hub di Samsung, premiato come “peggior prodotto in assoluto”.

L’elettrodomestico permette di controllare apertura e chiusura tramite comandi vocali e utilizza sistemi di visione artificiale per monitorare gli alimenti. Tuttavia, durante le dimostrazioni ha mostrato difficoltà nel riconoscere i comandi in ambienti rumorosi, evidenziando problemi di affidabilità.

Secondo i giudici, l’aggiunta di funzioni avanzate rende più complesso un dispositivo che dovrebbe semplicemente conservare il cibo. Samsung ha difeso il prodotto, sostenendo che l’esperienza domestica sia diversa da quella di una fiera e ribadendo l’attenzione a sicurezza e privacy.

Chi assegna i “peggiori della fiera”

I premi non sono legati all’organizzazione del CES, ma vengono attribuiti da esperti indipendenti appartenenti a gruppi come Consumer Reports, Electronic Frontier Foundation e iFixit.

I criteri di valutazione includono:

  • qualità reale del prodotto
  • impatto su larga scala
  • miglioramenti rispetto alle versioni precedenti

L’obiettivo non è colpire singole aziende, ma evidenziare tendenze critiche del settore tecnologico e spingere i produttori a migliorare.

Campanelli smart e sorveglianza: cresce il rischio privacy

Tra i dispositivi più contestati ci sono anche le nuove funzionalità dei videocitofoni Ring di Amazon, premiate per l’impatto negativo sulla privacy.

Le novità includono sistemi di rilevamento “intelligente” degli eventi, capaci di identificare situazioni insolite — come la presenza di animali o movimenti sospetti — e tecnologie di riconoscimento facciale.

Secondo gli esperti, queste soluzioni rischiano di aumentare la sorveglianza senza reali benefici in termini di sicurezza, rafforzando l’idea discutibile che più controllo significhi automaticamente più protezione.

L’assistente virtuale “anima gemella” che osserva tutto

Il premio del pubblico è andato ad Ami, un assistente virtuale con avatar umanoide progettato per offrire compagnia a chi lavora da remoto.

Il dispositivo monitora movimenti oculari, tono della voce ed emozioni, proponendosi come presenza empatica costante. Tuttavia, proprio queste caratteristiche hanno suscitato critiche: l’idea di un sistema sempre attivo e basato su videosorveglianza solleva forti preoccupazioni etiche e di privacy.

Tecnologia usa e getta: il caso del lecca-lecca musicale

Tra i prodotti più discussi anche Lollipop Star, una caramella tecnologica che riproduce musica tramite conduzione ossea.

Il problema? Il dispositivo non è riutilizzabile né ricaricabile, diventando di fatto un rifiuto elettronico dopo un solo utilizzo. Gli esperti hanno evidenziato l’impatto ambientale negativo, soprattutto considerando l’uso di materiali e componenti elettronici difficili da smaltire.

Fitness e dati sensibili: i rischi nascosti

Critiche anche per il tapis roulant smart di Merach, dotato di allenatore virtuale basato su IA capace di adattare l’allenamento ai parametri biometrici dell’utente. Alimentato da un ampio modello linguistico in grado di conversare con l’utente e di regolare proattivamente velocità e inclinazione in base alle variazioni della frequenza cardiaca.

La raccolta di dati sensibili come frequenza cardiaca e comportamenti ha sollevato dubbi sulla sicurezza, aggravati da una clausola nella privacy policy che ammette l’impossibilità di garantire piena protezione delle informazioni.

Abbonamenti e vincoli: le scelte controverse di Bosch

Bosch ha ricevuto due anti-premi: uno per una macchina da caffè con funzionalità IA e abbonamenti integrati, l’altro per un sistema di sicurezza per e-bike che lega digitalmente i componenti al dispositivo. Per Bosch la privacy e la sicurezza informatica, sono centro dei valori dell’azienda.

Secondo i critici, queste soluzioni potrebbero limitare la libertà degli utenti, soprattutto in ambito di riparazione e manutenzione. L’azienda ha respinto le accuse, sottolineando che le funzionalità sono opzionali e progettate per garantire maggiore sicurezza.

Un segnale per l’intero settore tecnologico

I “peggiori prodotti della fiera” non rappresentano solo casi isolati, ma mettono in luce una tendenza più ampia: l’uso eccessivo e spesso poco necessario dell’intelligenza artificiale.

L’obiettivo degli anti-premi è chiaro: spingere le aziende a sviluppare tecnologie davvero utili, sostenibili e rispettose della privacy, evitando di trasformare l’innovazione in un problema anziché in una soluzione.