Bebe Vio lascia la scherma: “Il mio corpo non reggeva più”

La campionessa paralimpica annuncia l’addio al fioretto e apre un nuovo capitolo con l’atletica

Bebe Vio

Bebe Vio ha annunciato pubblicamente la decisione di lasciare la scherma durante la puntata del 15 marzo del programma Che Tempo Che Fa. Un momento molto intenso per la campionessa paralimpica italiana, che ha spiegato come negli ultimi tempi i problemi fisici siano diventati sempre più difficili da gestire.

«Ho avuto parecchi problemi fisici ultimamente e non l’ho mai detto a voce alta. Purtroppo è finita con la scherma, non ce la faccio più fisicamente», ha raccontato l’atleta 29enne, una delle protagoniste più amate dello sport paralimpico.

La sua decisione segna la fine di una carriera ricca di successi e medaglie conquistate sulle pedane internazionali.

Una carriera piena di medaglie

Nel corso degli anni, Bebe Vio si è affermata come una delle migliori fiorettiste paralimpiche al mondo. Alle Giochi Paralimpici ha conquistato due medaglie d’oro, un argento e un bronzo, risultati che l’hanno consacrata tra le grandi dello sport italiano.

Il suo palmarès comprende anche numerosi trionfi nelle principali competizioni internazionali:

  • 5 ori e 2 bronzi ai Mondiali

  • 5 ori e 1 argento agli Europei

Risultati che testimoniano una carriera straordinaria, costruita con determinazione, allenamenti intensi e una grande forza di volontà.

I problemi fisici dietro la scelta

Alla base della decisione non c’è la mancanza di passione per la scherma, ma le conseguenze fisiche accumulate negli anni di attività.

«Facendo scherma mi stavo distruggendo. Non perché questo sport faccia male, anzi, ma il mio modo di tirare era molto pesante per il mio corpo», ha spiegato l’atleta.

Tra i disturbi più frequenti ha citato dolori al gomito, alla schiena e al collo, oltre a forti mal di testa. In alcuni momenti la situazione è diventata particolarmente preoccupante: Vio ha raccontato di aver avvertito blocchi fisici improvvisi e sensazioni di paralisi in alcune parti del corpo.

Una situazione che l’ha portata a prendere una decisione difficile ma necessaria: smettere prima che i problemi peggiorassero.

Il ricordo della meningite e la paura di peggiorare

La storia personale di Bebe Vio è nota e rappresenta uno dei simboli più forti di resilienza nello sport. Nel 2008, quando aveva solo 11 anni, fu colpita da una grave forma di meningite fulminante che portò all’amputazione di tutti e quattro gli arti.

Dopo un lungo percorso di riabilitazione, la giovane atleta è riuscita a tornare allo sport ad altissimo livello, diventando una delle campionesse più rappresentative del movimento paralimpico.

Negli ultimi tempi, però, il timore di aggravare ulteriormente la propria condizione fisica ha influito sulla scelta di lasciare la pedana. «Avevo iniziato a tirare con la paura, e mi sono promessa di non fare più le cose con la paura», ha confessato.

Una nuova sfida: l’atletica

L’addio alla scherma non significa però abbandonare lo sport. Al contrario, Bebe Vio ha già iniziato un nuovo percorso nell’atletica, disciplina che sta affrontando con entusiasmo ma anche con grande impegno.

«È stato un anno di preparazione. Ho sempre lavorato molto sulla parte superiore del corpo, ora devo imparare a usare di più le gambe», ha spiegato. Per questo ha svolto numerosi controlli medici e risonanze, con particolare attenzione al ginocchio destro, quello che i medici avevano inizialmente pensato di amputare durante la malattia.

Si tratta di una sfida completamente diversa, che richiede nuovi allenamenti e un adattamento progressivo del corpo.

Lo sport resta il centro della sua vita

Per la campionessa, lo sport rimane un elemento fondamentale della propria identità. L’idea di svegliarsi senza un obiettivo sportivo sarebbe stata difficile da accettare.

«Da quando ho cinque anni penso solo ad allenarmi, migliorare e andare in palestra. Non sarei in grado di vivere senza», ha raccontato.

Anche se oggi si prepara a una nuova disciplina, il legame con la scherma resterà sempre speciale. «Non posso dire di essere innamorata dell’atletica. Mi piace e so che è una sfida complicata. L’amore rimarrà sempre la scherma».