Il Tribunale di Milano ha condannato i proprietari di un ristorante-pizzeria della città per aver utilizzato senza autorizzazione una grande fotografia di Totò all’interno del locale.
La decisione dei giudici è arrivata dopo il ricorso presentato dai nipoti dell’attore, figli di Liliana De Curtis, che hanno contestato lo sfruttamento commerciale dell’immagine del celebre comico napoletano.
Secondo la sentenza, i titolari dell’attività dovranno versare circa 8 mila euro di risarcimento tra danni e spese legali.
Il ricorso degli eredi di Totò e la rimozione della gigantografia
Al centro della vicenda c’era una gigantografia dell’attore esposta su un’intera parete del locale. L’immagine non era solo parte dell’arredo: veniva utilizzata anche nella comunicazione online della pizzeria, comparendo sui social e su piattaforme come Tripadvisor e Facebook.
Gli eredi hanno quindi chiesto al tribunale non solo la rimozione della fotografia ma anche un risarcimento per l’uso non autorizzato dell’immagine del “Principe della risata”.
Secondo quanto emerso durante il processo, l’utilizzo dell’immagine sarebbe iniziato nel 2016 e si sarebbe protratto fino a gennaio 2025, quando la fotografia è stata rimossa dopo una diffida inviata il mese precedente.
Il principio stabilito dal Tribunale di Milano
La sentenza, emessa dalla sezione imprese del Tribunale di Milano, chiarisce un punto importante sul diritto all’immagine.
I giudici hanno ribadito che il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o diffuso senza il consenso dell’interessato. Dopo la morte, l’autorizzazione deve essere concessa dagli eredi, fino alla quarta generazione.
Si tratta di un principio che vale in particolare quando l’immagine viene utilizzata per promuovere un’attività commerciale.
Quando l’uso dell’immagine è consentito
La legge consente la diffusione dell’immagine di una persona senza consenso solo in alcuni casi specifici.
Questo avviene, ad esempio, quando la riproduzione è legata a eventi pubblici o a situazioni di rilevanza sociale, purché non venga danneggiato l’onore o il decoro della persona ritratta.
Diverso è il caso in cui l’immagine venga sfruttata per finalità promozionali o pubblicitarie: in queste situazioni il consenso diventa indispensabile.
L’uso commerciale dell’immagine di Totò
Nel caso della pizzeria milanese, il tribunale ha stabilito che l’immagine di Totò veniva chiaramente utilizzata per attirare clienti e promuovere il locale.
L’esposizione della gigantografia, insieme ai richiami visivi all’attore e alla diffusione delle immagini sui canali digitali del ristorante, è stata considerata una forma di promozione commerciale.
Proprio per questo motivo, in assenza del consenso degli eredi, i giudici hanno riconosciuto l’illecito utilizzo dell’immagine.
Una sentenza che potrebbe fare precedente
La decisione del tribunale potrebbe avere effetti più ampi. L’immagine di Totò è infatti molto diffusa in locali, ristoranti e attività commerciali in tutta Italia.
La pronuncia del tribunale milanese chiarisce quindi che l’uso dell’immagine del celebre attore è consentito solo con l’autorizzazione degli eredi quando avviene a fini commerciali.
