L’eccellenza gastronomica italiana torna a brillare sul gradino più alto del podio internazionale. Ad Anversa, in Belgio, l’Italia ha conquistato la nona edizione del World Chocolate Masters, la competizione più prestigiosa e ambita per i maestri cioccolatieri del pianeta. A firmare questo straordinario trionfo è stato il trentenne Tommaso Grollero, responsabile di produzione nel rinomato ristorante tre stelle Michelin Da Vittorio a Bergamo.
L’Italia non saliva sul gradino più alto di questa competizione dal 2013, quando a trionfare fu Davide Comaschi. Superando la spietata concorrenza di altri 14 talenti internazionali selezionati in due anni di rigide eliminatorie, Grollero ha riportato il tricolore in vetta alla cioccolateria mondiale, lasciandosi alle spalle il cinese Lyu Haoran e il giapponese Keita Koshimizu.

L’illusione ottica della scultura: il gusto che prende forma
Sfida centrale dell’edizione di quest’anno è stato il tema “Play & Taste”, ovvero gioca e assapora. Grollero ha deciso di interpretarlo spingendo al limite il concetto di illusione visiva e sensoriale, unendo tecnica e poesia.
La prova regina, quella della grande scultura monumentale interamente in cioccolato a eccezione dell’anima di supporto in metallo, ha lasciato a bocca aperta la giuria internazionale. Grollero ha realizzato un imponente polpo progettato per apparire come un blocco unico se osservato frontalmente, ma capace di scomporsi visivamente cambiando angolazione. Tra i tentacoli si nascondevano raffinati richiami alla città ospitante di Anversa, come le gaufre, le navi portacontainer e il cappello a bombetta in omaggio a Magritte. A questi si affiancavano toccanti dettagli personali, tra cui una chiave dedicata a sua madre e un vaso lavorato con una tecnica innovativa al tornio.
Monoporzioni e dolci interattivi: quando il dessert diventa gioco
Oltre alla vittoria generale, il maestro italiano ha conquistato due premi speciali della giuria per le singole categorie, dimostrando un perfetto equilibrio tra estetica, tecnica e sapore. Tra le creazioni più apprezzate spicca la monoporzioneispirata ai ricordi d’infanzia e alla sua terra d’origine, Mondovì. A forma di bombetta con una nuvola di zucchero trasparente, la torta racchiudeva una spuma al pane e il sapore della nocciola piemontese per ricreare il gusto di pane e Nutella. Durante l’assaggio la nuvola si frantumava, facendo cadere la spuma direttamente sul dolce e provocando una metamorfosi del gusto all’interno della bocca.
Non meno ingegnosi sono stati gli altri dolci presentati in gara. Per la prova da condividere, Grollero ha ideato sei torte cilindriche che, fatte rotolare su carta, stampavano un labirinto con cui i commensali potevano sfidarsi prima di condividere il dessert. Infine, il suo cioccolatino-trottola, composto da due elementi a forma di “C” incastrati in una sfera rotante, racchiudeva un’esplosione di consistenze diverse tra ganache, cremino, cialda e una gelatina a base di riduzione di polpa di cacao.
Dietro il capolavoro: mesi di sacrifici e allenamenti estremi
La vittoria di Anversa è il risultato di mesi di totale dedizione e duro lavoro in laboratorio. Per prepararsi ad affrontare ogni possibile imprevisto durante le complessissime undici ore di gara totali distribuite su due giorni, Grollero ha sottoposto le sue creazioni a simulazioni estreme.
Per testare la tenuta delle strutture di cioccolato, il maestro piemontese si è allenato variando costantemente le condizioni ambientali di umidità e temperatura, sciogliendo e rimodellando la materia prima decine di volte. Una precisione maniacale che si è rivelata fondamentale: mentre le sculture di altri concorrenti crollavano o subivano danni durante lo spostamento verso la zona espositiva, l’opera italiana ha mantenuto una stabilità e una resa estetica impeccabili, coronando una giornata storica per la pasticceria tricolore.
