Una leggera nevicata ha interessato mercoledì alcune aree del Nord-Est degli Stati Uniti, mentre milioni di persone cercavano di tornare alla normalità dopo una tempesta di proporzioni eccezionali che ha colpito la costa orientale dal Maryland al Maine.
Secondo il National Weather Service, erano attesi tra 2,5 e 7,6 centimetri di neve, quantitativi modesti rispetto agli accumuli dei giorni precedenti. Tuttavia, lo scioglimento parziale seguito dal brusco calo delle temperature notturne ha favorito la formazione di ghiaccio nero, rendendo pericolosi tratti di strade e marciapiedi.
La bufera principale, abbattutasi lunedì, ha lasciato dietro di sé cumuli imponenti che in molte città non mostrano ancora segni di scioglimento.
New York mobilita uomini e mezzi
A New York City, l’amministrazione comunale ha avviato uno sforzo straordinario per liberare le strade. Il sindaco Zohran Mamdani ha reso noto che sono stati sparsi circa 65 milioni di chilogrammi di sale e reclutati almeno 3.500 spalatori di emergenza, impiegati con turni da 30 dollari l’ora per ripulire strade e fermate degli autobus.
Il Commissario ad interim per i servizi igienico-sanitari, Javier Lojan, ha spiegato che per accelerare lo smaltimento verranno utilizzate grandi vasche di acqua calda capaci di sciogliere enormi quantità di neve e ghiaccio. Durante una tempesta precedente, il sistema aveva già trattato oltre 11 tonnellate di accumuli.
Nonostante gli sforzi, molte aree restano difficilmente percorribili, soprattutto per le persone con mobilità ridotta.
Marciapiedi impraticabili e disabilità
Jeff Peters, portavoce del Center for Independence of the Disabled, ha descritto marciapiedi trasformati in percorsi strettissimi e irregolari, dove è possibile avanzare solo in fila indiana. Passeggini, deambulatori e sedie a rotelle trovano spesso ostacoli insormontabili, specialmente agli incroci, dove la neve compressa si è trasformata in lastre di ghiaccio.
A Harrisville, nel Rhode Island, Tina Guenette — che utilizza una sedia a rotelle motorizzata — ha dovuto liberare autonomamente l’accesso alla propria abitazione dopo oltre 84 centimetri di neve. Il programma locale di volontari per la rimozione della neve, ha riferito, non riceve adesioni da anni.
Neve record e tragedia
In alcune zone del Rhode Island gli accumuli hanno superato i 90 centimetri, oltrepassando i livelli registrati durante la storica bufera del 1978. Il meteorologo Ryan Maue, già capo scienziato della National Oceanic and Atmospheric Administration, ha osservato che se tutta la neve caduta dal Maryland al Maine fosse concentrata su Manhattan, raggiungerebbe un’altezza superiore a un miglio.
La tempesta ha avuto anche conseguenze tragiche. A Newport, in Rhode Island, Joseph Boutros, 21 anni e studente della Salve Regina University, è stato trovato privo di sensi in un’auto coperta di neve. Secondo le autorità, il decesso è stato causato da avvelenamento da monossido di carbonio.
Trasporti e voli nel caos
La bufera ha provocato la cancellazione di migliaia di voli negli Stati Uniti, oltre a interruzioni dei trasporti pubblici e alla caduta di linee elettriche. Mercoledì la situazione appariva in graduale miglioramento, con circa 200 voli ancora cancellati secondo i dati di FlightAware.
L’aeroporto internazionale TF Green International Airport ha riaperto martedì, ma alcune tratte risultavano ancora sospese.
Emblematico il caso di Jamie Meyers, residente a Manhattan, il cui volo da Buenos Aires è atterrato a New York con giorni di ritardo: all’arrivo, i passeggeri hanno applaudito, sollevati per aver finalmente concluso il viaggio.
Blackout e scuole verso la normalità
Centinaia di migliaia di persone sono rimaste senza elettricità in Massachusetts, New Jersey, Delaware e Rhode Island. In Massachusetts, mercoledì mattina, quasi 160.000 utenze risultavano ancora disalimentate, mentre in molte altre aree il servizio è stato progressivamente ripristinato.
Sul fronte scolastico, diversi grandi distretti hanno riaperto le aule. A Philadelphia le lezioni in presenza sono riprese dopo due giorni di didattica online, mentre a Boston le scuole hanno riaccolto gli studenti al termine della pausa invernale. A New York City, oltre 900.000 alunni del più grande sistema scolastico pubblico del Paese hanno seguito regolarmente le lezioni, tra cumuli di neve e mezzi spargisale ancora in azione.
Una regione ancora sotto pressione
Sebbene l’emergenza più acuta sembri superata, la gestione degli accumuli rimane una sfida complessa per molte città del Nord-Est. Dallo sgombero delle strade allo smaltimento della neve, fino al ripristino completo dei servizi essenziali, la tempesta ha lasciato un segno profondo su infrastrutture e comunità, mettendo in evidenza le fragilità del territorio di fronte a eventi meteorologici estremi.
