Una drammatica sparatoria ha sconvolto la provincia di Huelva, in Andalusia. Nel quartiere popolare di El Rocío, situato nel comune costiero di Isla Cristina, una tranquilla serata si è trasformata in un’esecuzione di stampo criminale.
L’agguato nella notte a Isla Cristina
Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle forze dell’ordine, due individui con il volto coperto si sono avvicinati a bordo di una motocicletta verso un gruppo di persone in strada. Senza esitare, il passeggero ha estratto un’arma automatica aprendo il fuoco sulla folla prima di fuggire a tutta velocità tra i vicoli.
Le vittime e il bilancio della tragedia
Il bilancio complessivo dell’attacco conta quattro vittime. Tra i deceduti figurano una donna di 39 anni al gestante all’ottavo mese di gravidanza, il feto che portava in grembo, perso a seguito dei colpi ricevuti, la madre sessantaduenne della donna e un ragazzo di 16 anni. Nel corso dell’agguato è rimasto gravemente ferito anche un giovane diciottenne, figlio della trentanovenne, riuscitosi a rifugiare all’interno di un’abitazione vicina prima dei soccorsi. Un’ulteriore persona ha riportato ferite lievi.
L’ipotesi della vendetta tra clan
La pista investigativa principale della Guardia Civil punta alla faida tra clan familiari legati alla criminalità locale. Gli inquirenti collegano l’attacco di Isla Cristina a un omicidio avvenuto nel settembre del 2024 nel quartiere El Torrejón di Huelva, attribuito a un uomo noto come “El Baba”. Le due donne rimaste uccise nell’agguato erano rispettivamente la madre e la sorella dello stesso “El Baba”, elemento che rafforza l’ipotesi di una spietata rappresaglia.
Le indagini della Guardia Civil
La Guardia Civil ha isolato la scena del crimine per i rilievi scientifici e ha attivato un imponente dispositivo di ricerca in tutta la regione per rintracciare i due sicari in fuga. Il caso è stato sottoposto a segreto istruttorio, mentre il sindaco di Isla Cristina ha espresso profondo cordoglio definendo dantesca la scena vissuta dalla comunità locale.
