Scarlattina post Covid: epidemia in Inghilterra, massima attenzione in Italia

Due anni di isolamento pandemico potrebbero essere la causa dell'epidemia di scarlattina

Scarlattina

Per quanto la notizia non abbia ancora suscitato un allarme a livello europeo, la scarlattina sta preoccupando gli abitanti della Gran Bretagna. Negli ultimi giorni il numero dei contagi è aumentato del 70% rispetto la media stagionale. Attualmente in Inghilterra i casi sono aumentati del 70%. L’ultimo decesso è quello di una bimba di cinque anni e in questi giorni l’agenzia britannica per la sicurezza sanitaria sta studiando la possibilità di somministrare “antibiotici preventivi” ai bambini contagiati.

Aumento di casi post Covid

L’aumento della diffusioni, registrato anche dall’OMS, si pensa sia la conseguenza del periodo di ridotta circolazione durante la pandemia di Covid. Tra il 2020 e il 2022 i casi di scarlattina, infatti, erano stati “inferiori al normale” proprio per l’isolamento dovuto al coronavirus. Ma proprio lo stesso isolamento potrebbe essere la causa dell’epidemia attualmente in corso in Inghilterra. Essere rimasti a casa per un tempo così prolungato ha sicuramente contribuito ad abbassare le difese immunitarie della popolazione.

I numeri

The Sun riporta che nella settimana terminata il 15 ottobre, i casi sono stati circa 225, rispetto ai 133 della settimana terminata il 10 settembre. Nella stessa settimana le infezioni segnalate sono 528. Il Sud-est del paese è più colpito: 38 test positivi in Hampshire e West Sussex; segue Londra, dove i test positivi sono 36, soprattutto nelle città di Havering e Richmond. Ma, secondo Theresa Lamagni, epidemiologa dell’Ukhsa, “i casi di scarlattina sono attualmente in linea con quanto vedremmo normalmente in questo periodo dell’anno e molto inferiori a quanto osservato lo scorso dicembre”.

Situazione in Italia

Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova ha messo tutti in guardia sulla scarlattina. Contattato da AdnKronos, il professore ha dichiato: “C’è in Inghilterra un aumento delle infezioni da Streptococcus pyogenes, in particolare lo streptococco beta-emolitico di gruppo A che è poi il responsabile della scarlattina nelle forme gravemente invasive e anche della malattia reumatica nei bambini”. Bassetti ha anche aggiunto: “La scarlattina è una malattia perfettamente trattabile con 10 giorni di terapia antibiotica. È uno di quei casi in cui l’antibiotico serve e va fatta la terapia completa”.

Timore per gli aulti

Il professor Bassetti mette in allerta gli adulti: “Bisogna fare molta attenzione negli adulti perché lo streptococco può essere responsabile di forme invasive molto gravi: dalla polmonite all’endocardite, agli ascessi, alle infezioni addominali, a gravi forme anche di meningiti, di ascessi cerebrali. Lo streptococco beta-emolitico di gruppo A, è un batterio tranquillo nella forma blanda della scarlattina ma non è assolutamente un microorganismo banale, anzi è molto aggressivo e può anche uccidere o portare conseguenze devastanti anche sul lungo termine”.

Come si manifesta la scarlattina

Il batterio della scarlattina è in grado di produrre una tossina responsabile della comparsa di un’eruzione cutanea dal colore tipicamente scarlatto, da cui la malattia prende il nome. Il mal di gola è la manifestazione più comune di infezione da Streptococcus pyogenes, mentre la scarlattina è la sindrome clinica caratterizzata dalla presenza dell’eruzione cutanea associata all’infezione stessa (che nella maggior parte dei casi è appunto una faringite); in genere un bambino su dieci colpito da faringite streptococcica.
Il tempo di incubazione è di 2-5 giorni. I principali sintomi sono: mal di gola, febbre, patina bianca sulla lingua, mal di testa, dolori muscolari, nausea e linfonodi gonfi.