La ‘Musica Antica’ trionfa alla IUC

Con Les Arts Florissants e Jordi Savall due straordinari concerti che hanno elettrizzato il pubblico della IUC convenuto numeroso presso l’Aula Magna della Sapienza.

Les arts florissants
Les Arts Florissants durante il concerto del 15 febbraio 2020 © Claudio Rampini

Due grandi protagonisti della ‘Musica Antica’ di oggi, il complesso Les Arts Florissants e Jordi Savall, hanno ottenuto alla IUC un notevole successo. Due eventi dal contenuto straordinario che confermano l’affetto ed il gradimento del pubblico per questo genere di repertorio spesso sottovalutato nei programmi concertistici.

 

La IUC e la ‘Musica Antica’

Quando si parla di ‘Musica Antica’ (dal ‘400 al barocco) si arriva sempre a sottintendere che si tratta di musica destinata ad ascoltatori di nicchia. Ma, recentemente, qui a Roma, abbiamo avuto una chiara dimostrazione dell’esatto contrario. Questo grazie all’Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC) che recentemente ha inserito in programma due concerti ravvicinati, in tal senso, ‘emblematici’.

Il 15 febbraio un concerto dedicato a Carlo Gesualdo da Venosa, i cui madrigali sono stati eseguiti dagli ‘specialisti’ de Les Arts Florissants. Il 18 febbraio, invece, Jordi Savall, uno dei musicisti più rappresentativi di questo genere, ha proposto un programma intitolato ‘La Musica Europea dal Rinascimento al Barocco’.

Presso l’Aula Magna della Sapienza, storica sede dei concerti IUC, è convenuto un pubblico delle grandi occasioni per ascoltare con entusiasmo queste interessanti proposte musicali. Dobbiamo dire che la IUC, ed il suo direttore artistico Giovanni D’Alò, hanno fatto delle scelte coraggiose che sono state premiate, senza riserve, dal pubblico. Il successo non era certamente scontato. Altre istituzioni musicali romane e non, anche più titolate, mantengono una certa distanza da scelte come questa convinti che siano poco apprezzate dagli appassionati. C’è da dire che la IUC operando all’interno di una delle Università più quotate d’Italia può contare, certo, su un ‘entroterra’ qualificato ma le scelte artistiche adottate negli anni hanno preparato questo successo.

Riempire al limite della capienza una sala come l’Aula Magna significa che i programmi presentati non sono per una ‘nicchia’ ma per un pubblico diverso e variegato. Infatti l’inserimento di Musica Antica nei programmi della IUC è premiato con una partecipazione indiscutibilmente ‘emotiva’ da parte di tutto il pubblico testimonianza della validità dei contenuti.

 

Carlo Gesualdo da Venosa ed il ‘Project’ della IUC

Il concerto del 15 febbraio è il secondo dei quattro facenti parte del Gesualdo Project iniziato lo scorso ottobre e che si concluderà nel febbraio del prossimo anno. Grazie a questa iniziativa la IUC si è assicurata l’esclusiva per l’Italia delle esecuzioni del complesso Les Arts Florissants, formazione ‘specialista’ per questo repertorio. Per l’occasione l’ensemble diretta da Paul Agnew ha eseguito integralmente il IV libro dei madrigali di Gesualdo da Venosa.

Paul Agnew
Paul Agnew direttore de Les Arts Florissants nel concerto del 15 febbraio © Claudio Rampini

E’ una raccolta significativa che si colloca nel 1596 alla vigilia della conclusione del periodo ‘ferrarese’ del compositore campano. Gesualdo è anche famoso per le vicissitudini personali che lo condussero ad assassinare la moglie Maria d’Avalos assieme al suo amante Fabrizio Carafa. Per il compositore Ferrara fu una specie di rifugio per dimenticare il passato anche tramite le seconde nozze con Eleonora d’Este. Ma, forse, l’elemento trainante fu quello di poter conoscere più da vicino Luzzasco Luzzaschi, compositore stimato da Gesualdo, e approfondirne l’arte.

Nel IV libro l’influenza del Luzzaschi è evidente soprattutto per l’aspetto cromatico e contrappuntistico dei madrigali che Gesualdo genialmente plasma alla sua sensibilità. Il concerto è stato strutturato anteponendo ai 15 madrigali gesualdiani, alcuni di autori coevi, non solo del Luzzaschi ma anche di Marenzio, Monteverdi, Vicentino e Orlando di Lasso. Ciò ha consentito una visione completa di quel periodo e comprendere come la poetica musicale abbia influenzato l’espressività del compositore campano.

Les Art Florissants, sotto la solida guida di Paul Agnew ha fornito una prova del tutto convincente grazie alla musicalità ed alla vocalità di tutti e sei i componenti. Pubblico entusiasta al termine del concerto al quale è stato concesso il bis di ‘Luci serene e chiare’ di Monteverdi

 

Jordi Savall: improvvisazione e variazioni su temi popolari

Jordi Savall
Il musicista Jordi Savall © David Ignaszewski

Jordi Savall è stato, invece, il protagonista assoluto del concerto della IUC di martedì 18 febbraio che ha rafforzato la valenza dei concerti di Musica Antica. Come accennato prima il titolo del concerto era ‘L’Europa Musicale dal Rinascimento al Barocco’. Il musicista catalano ha quindi immaginato un viaggio composto da una serie di tappe che toccavano molti paesi europei. Spagna, Inghilterra, Francia, Germania e Italia sono state le cornici all’interno della quali sono stati individuati i musicisti più significativi. Ma la radice comune di questo viaggio sono state le ‘improvvisazioni’ musicali che secondo Savall sono il motore della poetica musicale tra il ‘500 ed il barocco.

Una delle più importanti basi risiede ne ‘La Follia’ una forma di danza e di canto sulle quali i musicisti hanno costruito variazioni ed improvvisazioni che ne hanno caratterizzato la loro produzione. Tra questi significativi sono state le ‘Recercadas sobre tenores dal Trattado de glosas’ di Diego Ortis e le trascinanti ‘Couplets des Folies d’Espagne’ di Marin Marais.

Jodi Savall con la viola da gamba (soprano e bassa) si è esibito assieme a Rolf Lislevand (tiorba e chiatarra) e Andrew Lawrence-King (arpa tripla). Un trio di straordinari specialisti per questo genere di musica che ha dato notevole spessore esecutivo anche per l’utilizzo di strumenti d’epoca. Ma su una cosa ci lascia  perplessi: l’utilizzo dell’amplificazione. Seppur non invasiva rende l’ascolto ‘discografico’ alterando gli equilibri sonori e togliendo quei necessari elementi di magia, fascino e ‘charme’.

Anche alla fine di questo concerto il successo del pubblico è risultato notevole e conferma quella stima reciproca che intercorre tra Savall ed il pubblico della IUC legati da un filo sempre più resistente.

 

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