Si è concluso con un incidente mortale l’inseguimento tra una pattuglia dei carabinieri e uno scooter che non si era fermato a un posto di controllo. La tragedia è avvenuta nella notte tra mercoledì e giovedì, nell’area compresa tra Città Sant’Angelo e Silvi, in provincia di Pescara.
La vittima è Massimo Ciarelli, 43 anni, già noto alle cronache giudiziarie. Sullo scooter viaggiava anche un’altra persona, che dopo l’incidente è stata fermata dai militari.
La ricostruzione dell’incidente
Secondo le prime informazioni, ancora al vaglio degli investigatori, tutto sarebbe iniziato a Montesilvano, dove i carabinieri avrebbero intimato l’alt allo scooter con due persone a bordo. Il conducente avrebbe però deciso di non fermarsi, dando il via all’inseguimento.
La dinamica dell’impatto è ancora oggetto di accertamenti. Una prima ricostruzione riferisce che, giunti alla rotatoria situata al confine tra Città Sant’Angelo e Silvi, lo scooter avrebbe invertito il senso di marcia e, durante un sorpasso di alcune vetture, si sarebbe scontrato frontalmente con un’auto dei carabinieri che sopraggiungeva dalla direzione opposta. Non è ancora stato chiarito se vi sia stato un contatto tra i mezzi nel corso delle manovre che hanno preceduto l’incidente.
Per il conducente dello scooter non c’è stato nulla da fare: è deceduto in seguito alle gravi ferite riportate.
Chi era Massimo Ciarelli
Massimo Ciarelli aveva 43 anni ed era detenuto in regime di semilibertà. Secondo quanto emerso, ogni sera avrebbe dovuto fare rientro in carcere entro le ore 21.
Il suo nome era legato all’omicidio di Domenico Rigante, storico ultrà del Pescara Calcio, avvenuto nel 2012. Quella sera Ciarelli, insieme ad alcuni familiari, raggiunse l’abitazione dove si trovava Rigante con altre persone e aprì il fuoco, colpendolo mortalmente.
La condanna per l’omicidio Rigante
Per il delitto, Ciarelli era stato inizialmente condannato a 30 anni di reclusione. Successivamente, la pena fu rideterminata a 17 anni dopo che la Corte di Cassazione aveva escluso l’aggravante della premeditazione, decisione recepita nel 2017 dalla Corte d’Assise d’Appello di Perugia.
Nel corso del 2025 aveva ottenuto il beneficio della semilibertà, che gli consentiva di trascorrere parte della giornata fuori dall’istituto penitenziario con l’obbligo di rientrare in carcere nelle ore serali.
Indagini in corso sulla dinamica
Le autorità stanno ora ricostruendo con precisione quanto accaduto negli ultimi istanti dell’inseguimento. Gli accertamenti dovranno chiarire l’esatta sequenza dei fatti e verificare se lo scontro con il veicolo dei carabinieri sia avvenuto durante la manovra effettuata dallo scooter o in altre circostanze. Le indagini proseguono anche attraverso i rilievi effettuati sul luogo dell’incidente e l’analisi delle testimonianze disponibili.
