Addio a Lorena Isceri: il dramma sulla A1 e la lotta disperata per salvarsi

La quarantasettenne ha tentato fino all'ultimo di chiedere aiuto durante il sequestro. Resta il dolore per una vita spezzata dalla violenza e dall'ossessione.

Lorena Isceri

Originaria di Lecce ma ormai da tempo residente a Firenze, Lorena Isceri viene ricordata da chi la conosceva come una donna determinata, stimata e solare. A 47 anni aveva costruito una carriera solida come dirigente nel settore del marketing. Purtroppo, la sua vita è stata spezzata violentemente nel pomeriggio di giovedì, vittima dell’incapacità dell’ex compagno, Federico Vella, 36 anni, di accettare la fine della loro relazione.

Un dramma umano e sociale che lascia smarrimento e profondo dolore in quanti le volevano bene. Ciò che è accaduto ripropone con forza la tragedia della violenza sulle donne.

I momenti dell’agguato e il coraggio di Lorena

La ricostruzione degli inquirenti descrive una dinamica dolorosa, segnata però dal coraggio e dalla grande lucidità dimostrati da Lorena fino agli ultimi istanti. L’uomo l’ha sorpresa nel garage della sua abitazione nel quartiere di Rifredi, immobilizzandola e costringendola a salire a bordo della sua auto, chiudendola nel bagagliaio, per poi dirigersi verso l’autostrada A1.

Anche in condizioni di estremo pericolo e chiusa all’interno del veicolo, Lorena non si è arresa. Con grande prontezza è riuscita a recuperare il cellulare da uno zaino, che l’uomo aveva distrattamente lasciato nel bagagliaio e a chiamare il 112. Nei circa venti minuti di conversazione con gli operatori, ha cercato di dare indicazioni utili sulla propria posizione e sulla targa dell’auto, sperando fermamente che i soccorsi potessero raggiungerla in tempo.

I tentativi di soccorso e la fine della corsa

Mentre le forze dell’ordine cercavano disperatamente di localizzare l’automobile in movimento incrociando i dati delle celle telefoniche e delle telecamere, la vettura si è arrestata lungo il viadotto Lora dell’A1, nei pressi di Barberino del Mugello.

Accortosi della chiamata, l’uomo ha tolto il telefono a Lorena, interrompendo la linea. All’arrivo della pattuglia della Polizia Stradale, la tragedia si era purtroppo già compiuta: Vella ha spinto la donna nel vuoto per poi compiere l’ultimo gesto estremo lanciandosi a sua volta. Ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile per entrambi.

I messaggi e il peso dell’ossessione

Mentre la magistratura dispone gli accertamenti medico-legali per fare piena luce sulla dinamica precisa dei fatti, emerge con chiarezza la matrice d’ossessione che ha preceduto l’evento. Sui social network, il trentaseicenne aveva lasciato post e messaggi nostalgici dedicati a Lorena, fino a un ultimo e sconcertante messaggio di addio prima di passare all’azione.

Resta il ricordo di una donna che ha lottato con tutte le sue forze per salvare la propria vita, lasciando una ferita profonda nel cuore di familiari, amici e colleghi.