Momenti di forte tensione a Nanyuki, nel Kenya centrale, dove una manifestazione contro la prevista realizzazione di una struttura di quarantena per cittadini statunitensi esposti al virus Ebola è degenerata in scontri. Durante la protesta un uomo è stato ferito alla testa da un colpo d’arma da fuoco, mentre le forze dell’ordine sono intervenute per disperdere i manifestanti.
Le immagini diffuse dal luogo degli incidenti mostrerebbero una persona riversa a terra e immobile dopo gli spari. La polizia ha utilizzato gas lacrimogeni per allontanare i gruppi presenti e ha effettuato diversi arresti.
La contestazione contro il centro di quarantena
La protesta si è concentrata nei pressi della base aerea di Laikipia, area individuata per la costruzione della struttura. Decine di persone si sono radunate nelle vicinanze del sito, alcune indossando dispositivi di protezione e portando una bara simbolica con la scritta “Ebola”.
I manifestanti contestano il progetto per il timore che persone potenzialmente contagiate possano essere trasferite sul territorio keniota. Il centro, secondo i piani annunciati, dovrebbe ospitare fino a 50 posti letto e accogliere operatori sanitari statunitensi impegnati nella gestione dell’emergenza.
Cresce la rabbia nel Paese
Le proteste contro l’iniziativa si stanno intensificando da settimane. La tensione è aumentata dopo gli episodi di violenza registrati nei giorni scorsi, quando due persone hanno perso la vita durante una manifestazione legata alla stessa vicenda.
Il progetto sostenuto dagli Stati Uniti prevede l’invio di circa 30 operatori sanitari che dovrebbero lavorare nella struttura una volta completata. La prospettiva ha alimentato il dibattito pubblico e le critiche di una parte della popolazione.
L’intervento dei tribunali
Sul caso è intervenuta anche la magistratura keniota. In seguito a un ricorso presentato dall’organizzazione Katiba Institute, un tribunale di Nairobi ha disposto alla fine di maggio la sospensione temporanea dei lavori e il blocco dell’ingresso nel Paese di persone esposte al virus Ebola.
Successivamente i giudici hanno confermato il divieto per il governo di procedere con il progetto fino alla conclusione dell’iter giudiziario. Una nuova udienza è stata fissata per il 23 giugno e sarà determinante per il futuro dell’iniziativa.
La posizione del presidente Ruto
Nonostante le contestazioni, il presidente keniota William Ruto ha ribadito il proprio sostegno al piano. Il capo dello Stato ha sottolineato il ruolo svolto dagli Stati Uniti nel sostenere economicamente il Kenya negli ultimi anni, affermando che il governo intende mantenere gli impegni assunti con Washington.
L’emergenza Ebola in Africa orientale
Le preoccupazioni sono legate anche all’attuale situazione sanitaria nella regione. Uganda e Repubblica Democratica del Congo stanno affrontando un focolaio di Ebola dichiarato ufficialmente il 15 maggio, sebbene le autorità ritengano che il virus circolasse già da tempo prima dell’identificazione dei primi casi.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato l’epidemia come emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale. Il focolaio è attribuito al raro ceppo Bundibugyo del virus Ebola, per il quale al momento non esistono vaccini o trattamenti specificamente approvati.
Secondo gli ultimi dati disponibili al 6 giugno, la Repubblica Democratica del Congo ha registrato 515 casi confermati e 91 decessi. In Uganda i casi confermati sono 19, con due morti accertate e un ulteriore decesso classificato come probabile. In Kenya, invece, non risultano al momento casi ufficialmente segnalati.
