L’emergenza incendi continua a colpire la Grecia, con la situazione più critica concentrata nell’isola di Creta. Nelle ultime ore circa 8.000 persone, tra residenti e turisti, sono state evacuate dalla località balneare di Agia Galini, sulla costa meridionale affacciata sul Mar Libico, a causa dell’avanzata delle fiamme.
L’evacuazione è avvenuta prevalentemente via terra e ha coinvolto numerose strutture ricettive della zona. Gli sfollati sono stati trasferiti soprattutto al palazzetto dello sport del Comune di Festo, nella città di Mires, mentre altre centinaia di persone hanno trovato sistemazione temporanea in edifici scolastici.
Attivato il piano di emergenza per l’accoglienza
Le autorità locali hanno predisposto un piano straordinario di assistenza per ospitare gli evacuati. Il palazzetto dello sport è stato attrezzato con letti a castello, biancheria, acqua, alimenti e beni di prima necessità.
Sul posto operano agenti di polizia, volontari della Croce Rossa greca e personale della Protezione Civile, impegnati nel supporto alle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni e gli hotel.
Anche la Guardia Costiera è intervenuta nelle operazioni di soccorso, evacuando via mare 29 persone dalla zona di Agios Pavlos grazie all’impiego di motovedette e all’aiuto di imbarcazioni private.
Stato di emergenza nel comune di Agios Vasilios
La Protezione Civile greca ha dichiarato lo stato di emergenza per tre mesi nel comune di Agios Vasilios, che conta circa 7.000 abitanti. Il provvedimento consentirà di accelerare gli interventi necessari per affrontare le conseguenze dell’incendio ancora attivo.
Il sindaco Yiannis Tatarakis ha riferito che esistono forti sospetti sull’origine dolosa del rogo, anche se al momento non sono stati forniti ulteriori elementi a sostegno di questa ipotesi.
Le fiamme hanno già provocato danni significativi agli oliveti e ad alcune abitazioni, ma una stima definitiva delle perdite potrà essere effettuata soltanto quando l’incendio sarà completamente domato.
Il vento blocca gli aerei antincendio
A complicare ulteriormente le operazioni di spegnimento sono le condizioni meteorologiche. Le raffiche di vento raggiungono infatti i 10-11 gradi della scala Beaufort nella parte meridionale della prefettura di Rethymno, impedendo il decollo dei mezzi aerei.
L’intervento è quindi affidato esclusivamente alle squadre a terra, con circa 190 vigili del fuoco e tutti i mezzi disponibili della Regione impegnati sul fronte dell’emergenza.
Secondo la Protezione Civile di Creta, il fronte dell’incendio rimane molto esteso e ancora attivo, rendendo particolarmente difficili le operazioni di contenimento.
Diversa la situazione nell’area di Sitia, dove un secondo incendio risulta ormai quasi sotto controllo. Le fiamme sono confinate sulla sommità di una montagna e non rappresentano un pericolo immediato per i centri abitati.
Feriti e mezzi distrutti durante le operazioni
Nel corso degli interventi un vigile del fuoco ha riportato ustioni ed è stato ricoverato in ospedale. Le sue condizioni, secondo le autorità, non destano particolare preoccupazione.
L’incendio ha inoltre distrutto completamente due mezzi antincendio impegnati nelle operazioni.
Rientro graduale per residenti e turisti
Con lo spostamento del fronte del fuoco, residenti e turisti evacuati da Agia Galini stanno tornando progressivamente nelle proprie abitazioni e nelle strutture ricettive.
Chi proviene invece dalle aree ancora considerate a rischio rimane ospitato negli hotel individuati dalle autorità. Parallelamente sono iniziati gli interventi per ripristinare la viabilità e la rete elettrica danneggiate dall’incendio.
Il ministero della Protezione Civile continua a coordinare le attività con Regione, amministrazioni locali e forze dell’ordine per garantire un rientro in sicurezza e accelerare il ritorno alla normalità.
Migliora la situazione a Lesbo, resta alta l’allerta
Segnali incoraggianti arrivano dall’isola di Lesbo, dove circa 90 vigili del fuoco sono riusciti a contenere il rogo che aveva reso necessaria l’evacuazione preventiva del centro abitato di Plomari.
Le autorità mantengono comunque elevato il livello di attenzione per il rischio di nuove riaccensioni, favorite dalle forti raffiche di vento che continuano a interessare diverse aree della Grecia.
Incendi anche in Turchia: oltre cento roghi in pochi giorni
L’emergenza incendi interessa anche la vicina Turchia, soprattutto nelle aree turistiche di Antalya, Alanya e Fethiye lungo la Costa Turchese.
Secondo il ministro dell’Agricoltura Ibrahim Yumakli, dalla giornata di mercoledì i vigili del fuoco sono intervenuti su 115 incendi in tutto il Paese, riuscendo a spegnerne completamente 110. La maggior parte dei roghi sarebbe scoppiata al di fuori delle aree forestali, probabilmente in zone agricole.
Le autorità turche hanno confermato il dispiegamento di mezzi aerei e squadre di terra per contenere gli incendi ancora attivi nelle località affacciate sul Mediterraneo.
