Coronavirus, nuovi aggiornamenti

Massima allerta anche nel resto del Paese dopo i decessi e i casi in espansione in Lombardia e Veneto

Coronavirus

Mentre, dopo i primi due decessi registrati, cresce l’allarme nel resto del Paese (primo caso in Piemonte, a Torino), in Lombardia e Veneto è stata disposta o preannunciata la sospensione di diversi eventi sportivi, manifestazioni di massa e religiose. Convocata per le 18.30 nella sede della Protezione Civile una seduta del Consiglio dei ministri per valutare l’adozione di misure straordinarie contro l’epidemia.

Lombardia e Veneto: la situazione nei Comuni colpiti

In Lombardia, sono dieci i comuni del Lodigiano “isolati”: Codogno, Casalpusterlengo, Castiglione d’Adda, Somaglia, Maleo, San Fiorano, Bertonico, Fombio, Castelgerundo e Terranova. Decisione presa dalla cabina di regia di Regione Lombardia, allestita per affrontare il Coronavirus. In questi centri rimarranno chiusi negozi, bar, ristoranti e scuole, come pure non si svolgeranno attività ludiche e sportive. In totale circa 50.000 le persone coinvolte. Nel Veneto il governatore Luca Zaia ha preannunciato la chiusura di tutte le università per la prossima settima e ha riferito che si è discusso già in mattinata dei termini per un possibile isolamento dei comuni colpiti.

Italia, più contagi degli altri Paesi europei: perché?

In Italia in poco più di 24 ore, il coronavirus (Covid-19) ha provocato oltre 50 contagi e due decessi. Perché? Spiegano gli esperti che, dopo avere registrato i primi casi e avere allargato l’analisi epidemiologica, era inevitabile che i casi salissero. Inoltre, i nuovi casi sembrerebbero provenire da due focolai distinti.

Ma cosa è cambiato rispetto ai primi tre casi, tutti registrati a Roma? Sempre gli epidemiologi spiegano che quelli di Roma erano casi di importazione, cioè persone rientrate direttamente in Italia dalla Cina. Una volta ricostruiti i loro spostamenti, è stato più facile bloccare i contagi. Ora si parla di casi autoctoni, cioè contagiati in Italia, che si sono manifestati dopo diversi giorni di incubazione del virus e che nel frattempo hanno continuato a vivere la loro solita vita, nella collettività. Molto più difficile quindi, contenere l’epidemia.

Mentre scriviamo, giunge la conferma del primo caso di Coronavirus a Milano: positivo un paziente ricoverato al San Raffaele.