La Reggia di Venaria Reale è stata teatro di un clamoroso episodio di cronaca. Nella notte tra domenica e lunedì, una banda ha fatto irruzione nel celebre complesso monumentale alle porte di Torino, portando via un prezioso lotto di 26 orologi antichi realizzati in oro e smalto, risalenti al XVIII secolo. Si tratta del primo colpo subito dalla dimora sabauda da quando, nel 2007, è stata riaperta ai visitatori. Il valore economico della refurtiva si attesta intorno ai 150mila euro, ma a pesare maggiormente è il danno storico e culturale per la perdita di pezzi d’artigianato unici.
Un’azione fulminea nel cuore del percorso espositivo
Secondo la ricostruzione e le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza, il gruppo composto da tre uomini con il volto coperto si è introdotto nell’edificio forzando un varco nei pressi dell’area bar. I malviventi si sono diretti verso la Camera d’udienza del duca di Savoia — raffinata sala del Piano Nobile posizionata a ridosso della maestosa Galleria Grande del Juvarra — dove la collezione era visibile al pubblico. L’incursione è durata poco più di sessanta secondi: nonostante l’immediato scatto dei sistemi d’allarme, i ladri sono riusciti a dileguarsi un istante prima dell’intervento del personale di vigilanza.
L’eredità di Giorgio Accornero e le indagini in corso
I manufatti trafugati facevano parte di una più ampia raccolta donata alla Reggia nel 2012 dai familiari del collezionista Giorgio Accornero. Benché l’intera collezione fosse coperta da regolare polizza assicurativa, la scomparsa dei preziosi lascia un vuoto inestimabile nel patrimonio artistico esposto. Sull’episodio sta indagando la Procura di Ivrea: la rapidità ed efficacia dell’azione portano gli inquirenti a valutare l’ipotesi di un furto eseguito su commissione, pianificato da professionisti o da persone con una conoscenza approfondita degli accessi e dei tempi di reazione della struttura.
