L’Arcidiocesi cattolica di New York ha raggiunto uno dei più imponenti accordi economico-risarcitori della storia recente della Chiesa. Per sanare le vertenze legali promosse da circa 1.300 persone che hanno denunciato di aver subito violenze o abusi sessuali da parte di esponenti del clero o personale laico, la diocesi verserà una cifra complessiva che supera gli 800 milioni di dollari (equivalenti a circa 714 milioni di euro).
L’intesa, ottenuta a seguito di un lungo percorso di mediazione avviato oltre un anno fa, ha raccolto l’adesione di tutti i ricorrenti. La formalizzazione e la firma definitiva tra i legali delle parti sono fissate per i primi giorni di novembre.
La svolta legislativa: come sono riaperti i termini di prescrizione
Gran parte dei fatti contestati risale a diversi decenni fa, circostanza che in condizioni ordinarie avrebbe visto scattare i termini di prescrizione. Tuttavia, la svolta legale è arrivata grazie alle recenti riforme promosse in vari Stati americani. Nello specifico, lo Stato di New York ha introdotto nel 2019 una legge speciale che ha riaperto temporaneamente le finestre temporali per la presentazione delle denunce, consentendo a migliaia di vittime di far valere le proprie ragioni in sede civile anche per episodi molto datati.
Questo tipo di interventi legislativi rispecchia un trend più ampio: anche al di fuori degli Stati Uniti la pressione legale e sociale sta portando a risoluzioni concrete, come dimostrato dall’intesa siglata all’inizio dell’anno tra la Chiesa spagnola e le autorità governative per il risarcimento dei minori abusati.
Cifre e clausole: quanto spetta alle vittime e la lista pubblica degli accusati
L’accordo raggiunto offre alle vittime due diverse modalità per ottenere il risarcimento: indennizzo base diretto. L’accettazione immediata di una somma prefissata pari ad almeno 250 mila dollari. Valutazione individuale. La possibilità di richiedere cifre superiori previo un esame analitico dei singoli casi di abuso denunciati.
Oltre all’aspetto puramente finanziario, la transazione impone alla diocesi una misura di trasparenza fondamentale: l’obbligo di pubblicare e aggiornare costantemente sul proprio sito web istituzionale l’elenco nominativo di tutti i sacerdoti, religiosi e laici rinviati a giudizio o accusati formalmente di abusi.
Tagli al budget, vendita di immobili e l’ombra del fallimento
Sostenere un esborso economico di questa portata ha richiesto uno sforzo strutturale straordinario da parte dell’istituzione religiosa. Per raccogliere le coperture finanziarie necessarie, l’Arcidiocesi ha disposto il taglio del 10% delle proprie spese di gestione ordinarie e ha messo in vendita beni immobili di pregio, inclusa la storica sede centrale di Manhattan, situata lungo la First Avenue.
Il raggiungimento del patto è servito anche a sventare una situazione finanziaria al limite del baratro. I vertici diocesani avevano infatti evidenziato che, in assenza di un’intesa globale, l’unica strada percorribile sarebbe stata la dichiarazione di bancarotta. Una prospettiva che gli stessi avvocati delle vittime hanno raccomandato di evitare: l’avvio di una procedura fallimentare avrebbe infatti drasticamente ridotto gli importi destinati ai risarcimenti e allungato a dismisura i tempi di liquidazione.
Un precedente secondo solo a Los Angeles
L’intesa di New York si attesta come la seconda transazione più onerosa mai affrontata da una singola diocesi negli Stati Uniti. Il primato spetta all’Arcidiocesi di Los Angeles, che nel 2024 aveva concordato il versamento di 880 milioni di dollari per estinguere le cause promosse da oltre 1.300 vittime.
