Luna di miele da incubo in Perù: agenzia condannata a risarcire 27mila euro

Voli separati al check-in e alberghi da incubo: la sentenza del Tribunale di Milano riconosce il danno da "vacanza rovinata" per una coppia di neo-sposi.

Luna miele Perù

Quello che doveva essere il viaggio memorabile di una vita si è trasformato in un’odissea costellata di disservizi, stress e disagi logistici. È la disavventura vissuta da una coppia di sposi milanesi che, nell’agosto del 2022, era partita per celebrare la propria luna di miele tra le meraviglie del Perù e della Colombia. Un pacchetto turistico organizzato nei minimi dettagli e pagato circa 11 mila euro che si è però rivelato ben lontano dalle aspettative. A distanza di quattro anni dai fatti, la vicenda si è conclusa nelle aule di giustizia con una pronuncia del Tribunale di Milano che ha riconosciuto le ragioni dei viaggiatori, condannando l’agenzia a un rimborso e risarcimento totale di circa 27 mila euro.

Il primo intoppo al terminal: imbarcati su aerei differenti

I problemi per i due coniugi sono iniziati ancora prima di staccare le ruote da terra. Raggiunto il terminal per la partenza, la coppia ha appreso con sconcerto dagli operatori della compagnia aerea che la tratta transoceanica non sarebbe stata affrontata insieme. I due erano stati inseriti su due voli completamente diversi. La sposa avrebbe dovuto volare direttamente da Amsterdam a Lima. Purtroppo il marito doveva intraprendere un percorso alternativo con scalo a Panama e arrivo a destinazione con diverse ore di ritardo.

Se per la tratta di andata il personale di terra è riuscito fortunatamente a trovare una soluzione dell’ultimo minuto per farli viaggiare affiancati. Non hanno avuto fortuna per il viaggio di ritorno con il doppio volo separato che si è puntualmente concretizzato.

Strutture gelide e disservizi: la realtà sul campo

Giunti in Sud America, la situazione non è migliorata. Gli standard delle strutture alberghiere prenotate a Arequipa e Puno si sono rivelati decisamente inferiori rispetto alle garanzie fornite dal tour operator in fase di vendita. Considerando che il mese di agosto corrisponde alla stagione invernale nella regione, i neosposi si sono trovati ad alloggiare in ambienti privi di riscaldamento adeguato, con stufette elettriche di fortuna e acqua calda a singhiozzo.

A completare il quadro dei disagi, bagni in condizioni precarie e problemi con i trasferimenti: in un’occasione, il servizio navetta concordato ha persino lasciato la coppia per strada, costringendola a rientrare in hotel a piedi. A nulla sono servite le tempestive segnalazioni telefoniche inoltrate dall’estero all’agenzia per cercare di porre rimedio ai disservizi.

La sentenza: tutelato il valore emotivo della luna di miele

La decisione dei giudici milanesi ha messo al centro non solo l’inadempimento contrattuale, ma anche la particolare natura dell’evento. Nella motivazione della sentenza viene chiarito come la gravità del danno subito sia direttamente legata all’unicità del viaggio di nozze. Un momento irripetibile, caricato dagli sposi delle più alte aspettative e destinato a rimanere nella memoria a lungo.

Per questo motivo, oltre al rimborso integrale degli 11 mila euro inizialmente versati per il pacchetto, il Tribunale ha disposto un ulteriore risarcimento di 16 mila euro per il danno da “vacanza rovinata” e per le spese legali sostenute.