La mano pesante della giustizia torna a colpire i responsabili del degrado urbano e degli atti vandalici nel cuore di Bologna. La polizia ha chiuso il cerchio attorno a cinque persone ritenute responsabili degli imbrattamenti che, nelle scorse settimane, hanno deturpato alcuni dei monumenti più rappresentativi della città: la basilica di San Petronio e i portici di via Zamboni. Per i responsabili del vandalismo, nella zona centrale di Bologna, si profilano conseguenze severissime, con sanzioni economiche record pensate proprio per scoraggiare chi danneggia i beni culturali.
San Petronio sfregiata: l’azione dei due minorenni incastrati dalle telecamere
I fatti risalgano al pomeriggio dello scorso 17 ottobre, una giornata già fortemente segnata da tensioni e proteste in centro storico. A finire nel registro degli investigatori sono stati due adolescenti di 15 e 16 anni, residenti a Imola (uno di seconda generazione, l’altro di origine albanese).
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti attraverso l’analisi minuziosa dei filmati di videosorveglianza, i due giovani avevano raggiunto Bologna per partecipare a un sit-in pacifico. In un frangente di caos, avrebbero sottratto delle bombolette spray per poi iniziare un tour vandalico tra le vie del centro di Bologna.
Dopo aver colpito alcune colonne nei pressi del cinema Modernissimo e calciato le transenze dei cantieri sotto i portici di via Rizzoli, la coppia si è diretta in via dell’Archiginnasio. Qui, incuranti delle grida e dei rimproveri dei passanti indignati, hanno imbrattato la facciata laterale della basilica di San Petronio. Uno di loro ha tracciato degli scarabocchi neri, mentre l’altro ha tentato goffamente di rimediare coprendoli con lo spray bianco, prima di scrivere la parola “Free” su un altro tratto di muro. Un raid che si è consumato tra urla e momenti di tensione, culminato poi nell’allontanamento del gruppo verso piazza Minghetti.
Blitz anche in via Zamboni e il fronte dei maggiorenni
Non solo San Petronio. Nel mirino delle forze dell’ordine sono finiti anche altri episodi di vandalismo registrati lungo via Zamboni, uno dei luoghi simbolo della vita universitaria e culturale bolognese.
In questo secondo filone d’indagine, gli autori individuati e sanzionati sono tutti maggiorenni. Anche per loro sono scattati i provvedimenti e la notifica dei verbali di contestazione amministrativa. La Questura ha voluto sottolineare con fermezza la gravità di questi gesti: la basilica e i portici non sono semplici elementi architettonici, ma costituiscono il cuore dell’identità storica e collettiva della città, la cui tutela è blindata da disposizioni normative particolarmente rigide e inasprite già a partire dal gennaio 2024. Il vandalismo condotto a Bologna non può rientrare in una bravata senza riportare conseguenze.
La scure delle sanzioni: multe salatissime fino a 40mila euro
Oltre alle eventuali conseguenze in sede penale – con la Procura dei minori che valuta la posizione dei due quindicenni imolesi –, i vandali dovranno fare i conti con un impianto sanzionatorio amministrativo di straordinaria durezza.
La normativa vigente prevede infatti multe pecuniarie che vanno da 10.000 a un massimo di 40.000 euro, stabilite direttamente dal prefetto in base alla gravità del danno arrecato ai beni culturali. Un aspetto centrale della misura riguarda la destinazione di queste somme: gli importi riscossi confluiscono direttamente nel bilancio dello Stato per essere poi riassegnati al ministero della Cultura. Una priorità precisa guida l’utilizzo di questi fondi, che saranno impiegati prioritariamente per coprire i costi degli interventi di pulizia e ripristino dei monumenti danneggiati dall’inciviltà.
