Barbara Barrie, addio: l’attrice scelta per il fine vita

L'attrice americana, candidata all'Oscar e premiata a Cannes, si è spenta nella sua casa di New York. Una vita tra grande schermo, palcoscenico e il coraggio della lotta contro la malattia.

Barbara Barrie

È venuta a mancare all’età di 95 anni Barbara Barrie, celebre volto del cinema e della televisione d’oltreoceano. La scomparsa è avvenuta il 28 ottobre nella sua abitazione di New York, come reso noto dal New York Times. L’attrice, colpita da un tumore in fase terminale, ha deciso di ricorrere al suicidio medicalmente assistito, un epilogo coerente con il suo storico impegno pubblico a favore della legge sul fine vita nello Stato di New York.

Nata a Chicago nel 1931 con il nome di Barbara Berman, l’interprete si era inizialmente dedicata al giornalismo prima di scoprire la vocazione per la recitazione. Dopo gli studi universitari in Texas e il debutto teatrale a Broadway nel 1955 con The Wooden Dish, la sua carriera non si è più fermata. Ironizzando sul proprio aspetto fisico all’inizio del percorso — «Pesavo 62 chili, avevo i denti storti e un naso lungo» —, Barrie è riuscita a imporsi grazie a un talento poliedrico che ha attraversato oltre sessant’anni di spettacolo americano.

Dai trionfi di Cannes agli Academy Awards

Il percorso artistico di Barbara Barrie è costellato di traguardi prestigiosi. Nel 1964 ha conquistato il premio come migliore interpretazione femminile al Festival di Cannes grazie alla pellicola One Potato, Two Potato. Negli anni Sessanta e Settanta ha preso parte a innumerevoli produzioni televisive di successo, tra cui I Difensori, Ai confini della realtà, Il fuggiasco e Barney Miller.

Il punto più alto della sua carriera cinematografica è arrivato nel 1979 con il film Breaking Away (uscito in Italia con il titolo All American Boys), che le è valso la candidatura all’Oscar come migliore attrice non protagonista. Il legame con quel titolo si è rinnovato anche in televisione, fruttandole una nomination agli Emmy nell’adattamento seriale tratto dalla stessa pellicola.

Dal palcoscenico di Broadway al musical di Sondheim

Il teatro è rimasto il cuore pulsante e costante della sua vita professionale. Oltre alle apparizioni nei classici come The Crucible, Sogno di una notte di mezza estate e La bisbetica domata, la Barrie ha legato indelebilmente il proprio nome al musical di Stephen Sondheim Company (1970). Nel cast della produzione originale nel ruolo di Sarah, ha ottenuto una candidatura ai Tony Award. La sua avventura sulle tavole del palcoscenico si è conclusa anni dopo con lo spettacolo Significant Other.

Il coraggio di raccontare la malattia e la battaglia per il fine vita

Oltre al talento interpretativo, Barbara Barrie ha saputo distinguersi per la trasparenza e la forza con cui ha affrontato la malattia nel corso della sua esistenza. Dopo la diagnosi di un tumore al retto nei primi anni Novanta — affrontato nonostante non conoscesse precedenti familiari —, l’attrice scrisse due libri per sensibilizzare l’opinione pubblica e abbattere i tabù legati alla patologia. Successivamente, nel 2014, rese pubblica la sua diagnosi di fibrosi polmonare idiopatica, affiancando fino ai suoi ultimi anni la lotta personale contro il cancro terminale a una forte attivismo politico per il riconoscimento del diritto al suicidio assistito.