Ha preso ufficialmente il via davanti al giudice Luciano Gorra del Tribunale di Verona il processo sul presunto tentativo di estorsione ai danni del noto marchio alimentare Zuegg. Sotto accusa c’è David Sirca, 51enne di origine triestina ed esperto informatico. È imputato per una serie di gravissime minacce rivolte all’azienda scaligera e ad altre realtà produttive.
Durante la prima udienza ha deposto Silvano Groppi, legale rappresentante del gruppo. In aula è emersa la fermezza della dirigenza, che ha scelto di rifiutare ogni forma di pagamento e di sporgere immediata denuncia alle forze dell’ordine, affrontando tuttavia ripercussioni economiche rilevanti dovute al ritiro precauzionale dei prodotti dagli scaffali della grande distribuzione.
La dinamica del ricatto: il video shock e la richiesta di riscatto
Secondo la ricostruzione della Procura, la vicenda risale al 2022. L’imputato, celandosi dietro lo pseudonimo di “Alessio Ferrari”, avrebbe inviato alla dirigenza Zuegg tre comunicazioni di posta elettronica richiedendo un pagamento di 100 mila euro per evitare la contaminazione dei prodotti destinati alla vendita.
Di fronte al silenzio dell’azienda, il ricattatore ha alzato il tiro: ha inviato un filmato in cui si mostrava all’interno di un punto vendita Conad della Val di Fassa mentre acquistava un vasetto, ne alterava il contenuto inserendovi della sostanza tossica e provava poi a richiederlo e riposizionarlo tra gli scaffali per simulare la sigillatura originale. Un gesto visivo mirato a seminare il panico e a forzare la mano al gruppo alimentare.
Le altre vittime: dalla birra al veleno fino alle stalle
L’inchiesta ha rivelato che la Zuegg non sarebbe stata l’unico bersaglio. L’imputato avrebbe tentato un’estorsione analoga nei confronti della società Martinelli di Villafranca, pretendendo 30 mila euro sotto la minaccia di iniettare del topicida nelle bottiglie di birra già distribuite nei negozi.
L’intera indagine ha preso il via a seguito della denuncia della proprietaria di un maneggio, ricattata con la minaccia di avvelenamento dei propri cavalli se non avesse versato una somma di denaro. Il coordinamento delle segnalazioni ha permesso agli investigatori di unificare i filoni d’inchiesta sotto un’unica matrice.
L’indagine tecnologica: così è caduto il “pirata” informatico
Nonostante la sua professione di informatico e l’uso di connessioni cifrate e reti VPN per coprire le proprie tracce sul web, Sirca è stato individuato dagli specialisti della Polizia Postale e dagli agenti della Squadra Mobile.
Gli investigatori sono riusciti a isolare preziosi metadati e indirizzi IP lasciati durante l’invio delle e-mail estorsive. Attraverso l’incrocio tra dati telematici, tabulati e la localizzazione geografica dei segnali, l’uomo è stato rintracciato a Malchina, sul Carso triestino, dove nel giugno 2022 sono scattate le manette. Il procedimento proseguirà nelle prossime udienze per valutare l’effettiva responsabilità dell’imputato.
